Eva Mameli Calvino: la donna che ha fatto fiorire Sanremo e cantare l’Italia

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in foto Eva Mameli Calvino e, in secondo piano, il figlio Italo, futuro scrittore

Mente, cuore e microscopio. La leadership di una donna di fine 800 

“Grazie dei fiori fra tutti gli altri li ho riconosciuti”, cantava Nilla Pizzi a Sanremo nel 1951. Forse  era un ringraziamento silenzioso a una donna straordinaria, Eva Mameli Calvino, la donna che ha trasformato Sanremo nella Riviera dei Fiori. Botanica visionaria, univa mente, cuore e microscopi. Una vera leader capace di coniugare scienza e bellezza. Nata in Sardegna nel 1886, dedicò la sua vita alle piante e ai figli, diventando madre e musa ispiratrice del grande scrittore Italo Calvino. Il figlio Italo, nella sua opera “La strada di San Giovanni”, la descrive come una donna che non ammetteva lo spreco della vita, inteso come mancanza di passione. La sua vita era scandita da un ordine meticoloso: il giardino etichettato pianta per pianta, la casa adornata di buganvillee, lo studio con il microscopio, gli erbari. Trasformava le passioni in doveri, vivendo con intensità ogni aspetto della sua esistenza.
 A soli 20 anni si laurea in matematica, aprendo la strada a una generazione di donne. Nel 1907, conseguì la seconda laurea in scienze naturali, e nel 1915 divenne docente di botanica all’Università di Padova, prima donna a ottenere tale riconoscimento nel Regno d’Italia. Nel 1919, fu insignita del prestigioso premio nazionale per le scienze naturali dall’Accademia dei Lincei. Durante la Prima Guerra Mondiale, divenne crocerossina, ricevendo una medaglia d’argento per il suo servizio. Eva Mameli Calvino fu una vera pioniera, una donna che osò sfidare le convenzioni e superare ogni ostacolo. Con la sua laurea, i suoi viaggi, il suo impegno sociale e la sua nomina come prima insegnante di botanica in Italia, infranse uno dopo l’altro i ‘soffitti di cristallo’ della sua epoca, aprendo la strada a una nuova generazione di donne. L’amore per la botanica la portò a conoscere Mario Calvino, un affermato botanico e agronomo conosciuto a livello internazionale. Insieme, si trasferirono a Cuba, un’isola all’avanguardia in quegli anni ricca di arte, musica e fiori, dove Eva approfondì le sue conoscenze botaniche. La loro collaborazione fu intensa e proficua, contribuendo allo sviluppo dell’agricoltura e della floricoltura locale.  Viaggiarono molto per il sud America per scoprire piante sconosciute. Nel 1925, i Calvino fecero ritorno in Italia, stabilendosi a Sanremo, dove Mario Calvino assume la direzione del centro sperimentale di floricoltura. Portarono con sé una ventata di novità, introducendo piante esotiche come l’avocado, le palme e il kiwi, contribuendo a diversificare l’agricoltura italiana. Sono anni di grande creatività e lavoro per i Calvino con la nascita dei più bei giardini di Sanremo e di tutta la riviera. Ma Eva, nel frattempo, riprende anche l’insegnamento universitario a Cagliari, dove rifondò l’Orto Botanico, all’epoca in completo abbandono. Per alcuni anni, si divise tra la Sardegna e la Liguria, portando avanti con passione sia l’attività di ricerca, l’impegno nell’insegnamento e la crescita dei figli. Ma in questa vita di rose si presentano nuove spine: la Seconda Guerra Mondiale e l’impegno dei Calvino come antifascisti li portò anche a conoscere il carcere. Anni bui per la famiglia Calvino. Dopo la fine della guerra e la scomparsa del marito nel 1951, Eva, raccolse la sua eredità scientifica. Prese il suo posto nella direzione del centro sperimentale di floricoltura di Sanremo, dimostrando ancora una volta le sue capacità e la sua competenza. Proseguì il suo impegno nella ricerca, fino alla sua morte nel 1978. Eva Mameli Calvino, una delle figure femminili più interessanti del XX secolo, è un esempio di come una donna possa lasciare un’impronta indelebile nella storia attraverso l’amore per scienza e natura. Sanremo, la città dei fiori, deve molto a Eva Mameli Calvino. Non potrebbe esistere il Festival della Canzone Italiana senza i fiori di Eva Mameli Calvino. Grazie dei fiori Eva.