Ex Irisbus, il 9 settembre vertice a Roma. Del Rosso: Così ripartirà Flumeri

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C’è la data: 9 settembre 2016. Per i lavoratori della Ex Irisbus dovrebbe essere quella della ripartenza. E’ fissato proprio in quel giorno infatti il nuovo vertice tra dirigenti del Ministero dello Sviluppo Economico, sindacati e proprietà per l’illustrazione del nuovo piano aziendale. 
Sarà Stefano Del Rosso, amministratore delegato di quella che oggi prende il nome di “Industria Italiana Autobus”, a presentare nel dettaglio tempi e modi della ripresa delle attività nello stabilimento di Flumeri. Ildenaro.it lo ha sentito per fare il punto della situazione in previsione di questo appuntamento.
Dottor Del Rosso, si giunge all’incontro tanto atteso per Flumeri. Cosa c’è da aspettarsi?
Beh, non sarà un incontro dedicato esclusivamente alla ex Irisubs. Certo, parleremo anche di questo ma sarà più che altro un appuntamento istituzionale come quelli che ci siamo impegnati a svolgere ogni quattro mesi per illustrare al governo ciò che facciamo. Sia chiaro che la Industria Italiana Autobus è una ditta privata e dunque non avrebbe nessun obbligo a riguardo. Sentiamo però su questa vicenda una responsabile morale forte e per trasparenza ci sentiamo di dover condividere i passi che andiamo a svolgere.
Ci può anticipare qualcosa? Novità sul piano?
Il piano è già ben delineato e conosciuto a tutti che saranno anche stufi di sentire sempre le stesse cose ogni quattro mesi. Ci concentremo con dovizia di particolare sugli ultimi accadimenti per mettere mano quanto prima alla ristrutturazione del sito di Flumeri.
Per ultimi accadimenti cosa intende?
La chiusura del rapporto con Finmeccanica e il discorso aperto con Invitalia. Riguardo a questo già stiamo mettendo mano alla ristrutturazione dello stabilimento di Flumeri come pure quello di Bologna che procedono obbligatoriamente di pari passo.
Il piano ha subito un rallentamento rispetto alle prime previsioni. Avete considerato questo ritardo nella tabella di marcia?
Se si parla di ritardo è perché c’è chi ha annunciato date su cui noi non ci siamo mai espressi. La realtà è non c’è rallentamento nella tabella di marcia perché fin dall’inizio abbiamo detto che le attività sarebbero partite con la firma del contratto di sviluppo.
Che non è ancora arrivata.
No però noi siamo già pronti da tempo. Diciamo che, da quanto riesco a sapere, per la fine di agosto dovrebbe essere concluso l’iter burocratico e dal primo settembre potremmo cominciare a pensare seriamente al lavoro da svolgere.
Arriveranno con questa firma 23 milioni e 700 mila euro…
Mi faccia precisare: di questi milioni solo 7 saranno a fondo perduto. Gli altri sono tutti da restituire. La polemica sui fondi pubblici è presto sgonfiata. Insomma noi non siamo la ex Irisbus. Abbiamo accettato un scommessa mettendoci risorse personali e rapporti consolidati con altre realtà straniere.
Come quello con la società turca Karsan, grazie al quale sono state vinte ultimamente tre importanti gare. Dove saranno prodotti questi autobus?
Volevano partire con la ristrutturazione del sito di Bologna già un anno fa ma questioni sindacali di cui non sto qui a discutere hanno rallentato le operazioni. Così oggi ci troviamo nella strana condizione di avere commesse e nello stesso tempo due stabilimenti che non hanno ancora capacità produttiva.
Dove verranno dunque prodotti gli autobus?
In parte in Italia e in parte in Turchia.
Non è strano che l’unica azienda italiana di autobus trovi commesse in Turchia ma non riesca ad allacciare col suo Paese un rapporto privilegiato su questo fronte?
Lei tocca una ferita aperta. Del resto non si tratterebbe di rapporti privilegiati ma rapporti normalissimi. Purtruppo questo avviene in tutti i Paesi d’Europa, in Francia, in Germania, ma non da noi. Chiediamo troppo? Non lo so.
Chiudiamo parlando del piano che a breve presenterà a Roma. Ci può dire quando il sito diventerà realmente operativo e quanti dei 300 lavoratori di Flumeri saranno coinvolti inizialmente?
La domanda è lecita ma credo che sia corretto da parte mia fornire queste risposte prima di tutto alla controparte istituzionale. Dunque, prima dell’incontro di Roma non posso dire nulla. Una cosa la posso dire con certezza: ho una gran voglia di veder uscire dallo stabilimento irpino il primo manufatto, che non sarà necessariamente un autobus finito. Lavoriamo per raggiungere questo obiettivo quanto prima.
Col nuovo anno?
Spero che tra gennaio e febbraio saremo pronti a tirare fuori il primo manufatto.