Ex Montefibre e Bros, appello del vescovo Di Donna alle istituzioni

65

“Alla Vigilia della Pasqua di Resurrezione di questo anno 2017 non possiamo dimenticare il dramma del lavoro che continua ad Acerra. Il futuro di centinaia di lavoratori con le loro famiglie rischia di essere sacrificato definitivamente sull’altare della precarietà, della burocrazia e delle inadempienze da parte delle Istituzioni”. E’ il testo della Lettera del Vescovo di Acerra Antonio Di Donna inviata alle Istituzioni per sollecitare iniziative volte a risolvere il dramma occupazionale. In particolare per la situazione degli ex lavoratori Montefibre di Acerra e dei Precari B.R.O.S.. “In particolare, vogliamo richiamare l’attenzione sui profondi disagi degli ex lavoratori Montefibre e dei Precari B.R.O.S – si legge – . I primi rischiano di rimanere vittime uniche ed incolpevoli di una gestione fallimentare e inappropriata da parte della politica e dei privati, che ha portato come unico risultato un fiume di danaro pubblico sperperato o finito nelle tasche di pochi. Rispetto a questa grave situazione non possiamo aggiungere al danno di inquinamento ambientale di questo territorio, che la quasi totalità dell’opinione pubblica riconosce come originato proprio dall’insediamento di industrie inquinanti e da un conseguente sbagliato modello di sviluppo, la beffa di centinaia di onesti lavoratori che con le loro famiglie vengono sacrificati sull’altare di strategie sotto banco, strane alchimie, incompetenza e malaffare. Anche i disoccupati di lunga durata “Precari B.r.o.s.” vivono in questi giorni il rischio dell’ennesima illusione in merito alla risoluzione della loro storica vertenza, perché la burocrazia pare che non sblocchi i fondi necessari. Chiediamo pertanto alle Istituzioni competenti, in particolare al Governo centrale e alla Regione Campania, di attivare politiche adeguate e mettere in piedi iniziative che attivino il lavoro e l’economia salvaguardando nello stesso tempo il territorio e la sua vocazione. Lo facciamo a poche ore dalla Pasqua, con la speranza che nel Signore Risorto vengano perseguite scelte per il bene comune e la pace sociale, così da ridare serenità e speranza di futuro ai singoli, alle famiglie e all’intera Città di Acerra”, conclude la lettera.