Ex portiere di serie A torna in campo a 75 anni

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Roma, 14 apr. (AdnKronos Salute) – Un passato glorioso a difendere la porta di importanti squadre di serie A. Tra una parata e l’altra l’università e la laurea in Medicina. Ma il pallone sempre nel cuore. Lamberto Boranga, medico ed ex calciatore professionista, non si ferma mai. Per lui c’è l’ennesimo ritorno da ‘numero 1′ a 75 anni: giocherà in terza categoria con la Marottese: “Non mi sono pentito di avere lasciato la Serie A per il camice”, spiega Lamberto Boranga in un’intervista al giornale online dell’Enpam. L’ex calciatore di Fiorentina, Reggiana, Cesena e Brescia, dice di avere attorno ai 50 anni e a quell’età sarebbe già un’impresa giocare un campionato di calcio. “Quella dichiarata corrisponde tuttavia ‘all’età biologica’”, afferma il medico Boranga.

Lamberto Boranga è in piena forma fisica, ha esperienza e forza di volontà, che gli sono valsi un contratto, appena firmato, per giocare come portiere nella Marottese, in terza categoria. Un ingaggio di metà stagione per la formazione seconda in classifica, che punta a vincere il campionato marchigiano. In attesa di capire se si tratti di un altro record mondiale collezionato, il professionista specializzato in Medicina dello sport, Interna e Cardiologia – ricorda l’Enpam – ha già contattato il suo preparatore per studiare un programma e trovare la condizione fisica adatta al ruolo.

Boranga è appena tornato dagli europei di atletica leggera master di Madrid, dove è arrivato primo nel salto in alto, è pronto per iniziare il nuovo percorso di allenamento. “Questa volta ho gareggiato solo per una disciplina – spiega l’atleta sempreverde – mentre in campionato conto di giocare dai primi di maggio”.

“Ho odiato gli attaccanti – ricorda l’ex portiere – ma solo perché erano avversari e avevano l’obiettivo opposto al mio. Riva in particolare era un rompiscatole, voleva sempre segnare e a quel tempo era uno dei migliori del mondo”. Nei ricordi di una carriera, invece, la parata più spettacolare è “su un tiro di Cappellini in Fiorentina-Inter”, sottolinea Boranga. Acrobatico e muscolare “ero molto più bravo a parare l’impossibile che le palle normali”, racconta di se, Boranga era anche diventato uno degli introvabili delle figurine Panini, perché da riserva del Cesena, a inizio stagione, i fotografi non gli avevano dato il credito che poi dimostrò di meritare. “Ero un calciatore diverso. Studiavo medicina – spiega – e questa di per sé era una stranezza a quel tempo. Non era una cosa ben vista, perché sul piano culturale ero capace di mettere in difficolta un allenatore. Anche il Milan si interessò a me, ma ero percepito come uno che non poteva completamente dedicarsi alla carriera e la cosa non andò avanti”.

Qualche rimpianto? “Non mi sono pentito, da medico ho acquisito una professionalità e ho avuto una lunga e soddisfacente carriera che il calcio difficilmente mi avrebbe dato – afferma Boranga – Oggi pratico anche il nuoto, l’atletica, il ciclismo e vado in palestra. Essere medico – ammette poi, alzando appena il velo sul segreto della sua longevità sportiva – mi ha aiutato, anche a trovare il migliore regime alimentare per la mia condizione fisica. Ho iniziato con il calcio in terza categoria – conclude – e là vado a finire”.