Expo, esibizione con dieci pizzaioli: anche Sorbillo, Vuolo ed Esposito

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Graziano Bertuzzo, Giulio Bressan, Stefano Callegari, Pasquale Cozzolino, Domenico Crolla, Johnny Di Francesco, Gaetano Esposito, Giorgio Sabbatini, Gino Sorbillo, Guglielmo Vuolo. Sono questi i dieci pizzaioli, sette italiani e tre stranieri, che si esibiranno all’evento ‘La pizza, ‘Capolavoro’ universale’. L’evento è organizzato in collaborazione con Agugiaro&Figna – Le 5 Stagioni, Cirio, Colavita, Granarolo e con il contributo di Ferrarelle, Birra Moretti e Azienda Planeta, e si svolgerà a Milano martedì 1° settembre, nella Casa degli Atellani, ‘La Vigna di Leonardo’, in una giornata dedicata al simbolo del made in Italy e ai suoi ingredienti. A fare da portabandiera per Napoli ci saranno Gaetano Esposito, Gino Sorbillo e Guglielmo Vuolo. Il primo discendente da una gloriosa stirpe di pizzaioli, parente di quel Raffaele Esposito, marito di Maria Giovanna Brandi che nel 1889 creò la pizza Margherita, in onore della Regina Margherita di Savoia. Gaetano porta ancora nel suo antico locale di Napoli tutta la sua simpatia e il suo entusiasmo. Nominato dall’allora Presidente della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro, Cavaliere del Lavoro. Gino Sorbillo. Più di 1.200 pizze al giorno nello storico locale di Napoli, in via dei Tribunali, nato negli anni ’30 ad opera di suo nonno. Pur avendo acquisito fama internazionale, ci tiene a indossare ogni mattina la propria casacca da pizzaiolo e a stare dietro al bancone. Ama la sua città e il suo popolo. A lui va il merito di aver fatto conoscere la pizza napoletana nel mondo. Guglielmo Vuolo. Maestro dell’Arte, con più di quarant’anni alle spalle e una lunga militanza nell’Associazione Verace Pizza Napoletana, della quale è maestro istruttore, Guglielmo è uno dei pizzaioli storici di Napoli e la sua pizza è famosa per la pasta leggera, il cornicione vaporoso, la lunga lievitazione, gli ingredienti impeccabili. Viaggia per tre continenti per formare i pizzaioli di domani. In esibizione anche alcuni pizzaioli “stranieri”. Johnny Di Francesco, per esempio, che ha vinto i Campionati mondiali a Parma. Di origine napoletana, vive a Victoria, dove le mani in pasta le ha messe fin da bambino. Ha poi affinato la sua tecnica all’Associazione Verace Pizza Napoletana. E’ la dimostrazione che ovunque nel mondo si può mangiare una buona pizza purché si usino ingredienti italiani. E poi c’è Pasquale Cozzolino. Se volete mangiare una pizza al 100% italiana a New York dovete andare da lui. Lo sanno bene anche gli americani che lo hanno premiato per la miglior pizza della Grande Mela. La qualità degli ingredienti è fondamentale per Pasquale, che utilizza solo le migliori materie prime italiane, mescolando il proprio talento con la tradizione. Una combinazione che rende indimenticabili le sue creazioni.