Expo, Mose e compagnia bella Ecco perchè mi negarono le deleghe

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Ora si capisce perchè il Governo precedente non ha voluto darmi le deleghe. Da viceministro sarei stato un ostacolo ai gruppi “Ora si capisce perchè il Governo precedente non ha voluto darmi le deleghe. Da viceministro sarei stato un ostacolo ai gruppi di potere che hanno generato gli scandali Expo e Mose”. Il sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca, in un’intervista esclusiva rillasciata al Denaro ripercorre la vicenda che lo ha visto a un passo dal ministero delle Infrastrutture e spara a zero contro quelle che lui stesso definisce “potenti lobby”. Sindaco ci chiarisce la vicenda?  La sostanza del problema si è chiarita in questi giorni: io ero un ostacolo insormontabile per i gruppi di potere e le lobby dei vari Expo, Mose, etc, per la filiera dell’ex Protezione Civile che si è ricostruita nel ministero. Dovrebbero chiedermi scusa. Ho combattuto per mesi perché il ministro e il presidente del Consiglio, in violazione della Legge 81 che stabilisce le competenze del vice ministro, non mi attribuivano le deleghe. Quindi cosa farebbe per risolvere il problema della corruzione, di cui tanto si discute in queste ore? Evitiamo un’ondata di nuove leggi. Semplifichiamo le norme, rendiamo efficaci i controlli, ed effettive le pene per i ladri. Cantone è una risorsa preziosa per competenza, autonomia e rigore. Diamogli la possibilità di lavorare fino in fondo, e anche di suggerire al Governo le misure più efficaci. Riguardo al Mose, come si fa a dare a trattativa privata, senza gara, miliardi di euro di lavori ? Lo scandalo vero è questo. Cosa pensa del lavoro che sta facendo Renzi? Se gli dovesse dare qualche consiglio per interventi da realizzare al Sud quali priorità gli segnalerebbe? Renzi sta cercando di risvegliare l’Italia, di rimetterla in movimento, di spezzare le catene del burocratismo e delle corporazioni che rendono impossibili gli investimenti e l’esaltazione del merito. Per il Sud è necessario puntare su di un uso efficace dei fondi europei. Occorre penalizzare gli incapaci, dando respiro a chi sa amministrare evitando di sottrarre al Sud risorse decisive con l’alibi dell’incapacità di spesa. Ora si comincia a parlare delle prossime elezioni regionali. E’ d’accordo sulla necessità di fare le primarie? Penso che sia necessario fare le primarie. E farle il prima possibile. Si candidi chi vuole. Ci si confronterà serenamente. Lei pensa di correre di nuovo, magari come indipendente visto che sul suo nome convergono appoggi trasversali? Perché vuole che tolga il piacere della sorpresa? Un partito dei sindaci con De Luca al centro del progetto, sul modello del movimento arrivato al Governo grazie a Renzi, è un’ipotesi plausibile? Nessun partito dei sindaci. Ma può esser importante utilizzare al meglio le caratteristiche che l’impegno da sindaco ti dà: correttezza, capacità di soluzione dei problemi, vicinanza alla gente e persino un diverso linguaggio e un’altra capacità di comunicazione. E della politica campana che giudizio dà? Fa molto o poco per l’economia? La Regione Campania è alla preistoria. A fronte di miliardi di risorse utilizzabili, c’è una totale fumosità ed inconcludenza. C’è da stare male se si pensa a quanto sviluppo e lavoro si potrebbe creare per imprese, professionisti, giovani disoccupati o precari. Che cosa pensa degli interventi che la Regione ha realizzato in questi anni a supporto delle imprese? Oggi la Campania è ultima in Italia per reddito pro capite e per capacità di spesa dei fondi europei. E’ prima per la disoccupazione con la Calabria. E’ un quadro pesante. Non sarebbe corretto dire che lo ha creato la Regione. Ma di certo lo ha aggravato fortemente. Non c’è un’idea per lo sviluppo; non c’è ombra di sburocratizzazione. E soprattutto c’è il delitto di miliardi di fondi europei che non s’investono ed in parte ritornano a Bruxelles. Anziché pochi grandi progetti che risolvono problemi strutturali ( dai trasporti all’ambiente…) rimane una polverizzazione clientelare ed inutile della spesa. Che futuro vede per Salerno, Napoli e la Campania? Ci può essere una grande prospettiva di sviluppo integrato. Ma occorre concretezza, capacità amministrativa, chiarezza di obiettivi. E occorrono Istituzioni lontane dalla politica politicante. Ma come si può tollerare la vergogna del porto di Napoli ancora privo di governo? Per il resto le leggi sono uguali per tutti i territori. Se da noi si realizza un porto turistico in diciotto mesi di cantiere o un impianto di compostaggio per venticinque milioni di euro, questo lo si può fare ovunque. Ma è possibile che ancora oggi in Campania sia irrisolto il problema dei rifiuti ? E’ imbarazzante: altri quattro anni di lavoro persi. Caso aeroporto di Salerno. Come mai una delle infrastrutture più importanti della regione versa in uno stato di abbandono? Lei quale progetto sosterrebbe? L’aeroporto è stato oggetto d’interventi di pura clientela politica da parte di Provincia e Camera di Commercio. Non si è ancora completato l’iter della concessione. In compenso l’aeroporto è stato inaugurato sei volte: tre con la Regione di centrosinistra, tre con l’attuale Giunta (apprezzerete almeno la coerenza). E’ assolutamente necessario un progetto integrato con l’aeroporto di Capodichino. Caso porto: che cosa pensa dell’accorpamento tra Salerno e Napoli? Può essere utile al sistema economico locale o è solo un’operazione politica? L’accorpamento dei due porti è un’idiozia. Un altro esempio di come in Italia si possano complicare i problemi. E’ certo utile una programmazione integrata per evitare sovrapposizioni inutili, ma in un quadro di autonomie funzionali. E la sua Salerno? Come ha fatto a diventare un modello nazionale? Salerno regge grazie alla nostra azione. Ci siamo inventati un’economia turistica prima inesistente (Luci d’Artista è il più grande evento turistico della regione). Abbiamo puntato sulla trasformazione urbana con centinaia di cantieri aperti per grandi opere e manutenzioni nei quartieri. E’ un miracolo di questi tempi. Provate a guardare dall’alto la città: vedrete decine e decine di gru alzate. A questo abbiamo aggiunto la cultura e politiche sociali all’avanguardia. •••