Expo, Sala accusato di concorso in abuso d’ufficio

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Milano, 13 dic. (Adnkronos) – Il sindaco di Milano Giuseppe Sala è accusato di concorso in abuso di ufficio per la vicenda del capitolo ‘verde’ nell’ambito dell’appalto per la piastra dei servizi di Expo. Inizialmente l’accusa per il primo cittadino, già a processo con l’accusa di falso, era di concorso in turbativa d’asta. 

A settembre scorso la procura generale aveva chiesto il rinvio a giudizio per Sala, all’epoca commissario unico di Expo, per falso in atto pubblico nella sostituzione di due commissari di gara incompatibili, – il sindaco ha di recente chiesto il giudizio immediato -, ma aveva deciso anche di stralciare la posizione del primo cittadino per l’accusa di turbativa d’asta. Una decisione motivata dalla necessità di completare alcuni approfondimenti per l’improprio affidamento diretto alla società Mantovani della fornitura di 6.000 alberi per 4,3 milioni di euro a fronte di un costo per l’impresa di 1,6 milioni. 

Le indagini, condotte dal sostituto procuratore generale Felice Isnardi e coordinate dal pg Roberto Alfonso che ha avocato l’inchiesta sottraendola alla procura, riguardavano in particolare l’operazione di scorporo dell’appalto del ‘verde’ da quello della Piastra che, secondo l’accusa, avrebbe dovuto comportare una nuova formulazione della gara per permettere, anche a società escluse dall’appalto complessivo, di concorrere. Oggi arriva la scelta della procura generale di un cambio dell’imputazione per Sala: da turbativa d’asta (ipotesi che cade definitivamente per i protagonisti della vicenda) a concorso in abuso di ufficio. 

La decisione della procura generale di Milano di chiudere le indagini per il sindaco trasformando l’accusa “offre una ulteriore dimostrazione delle difficoltà e degli ostacoli che, in questo Paese, incontra chiunque si trovi ad eseguire, nel rispetto della legge e in un tempo definito, un importante progetto pubblico, facendo affidamento sulle valutazioni delle autorità dello Stato competenti”, secondo i difensori di Sala, Salvatore Scuto e Stefano Nespor. 

I legali ricordano i complessi passaggi di un’inchiesta iniziata nel 2014. “Oggi, con stupore, ci troviamo di fronte a un’ennesima rilettura dei fatti operata dalla Procura generale. All’alba del 2018, per fatti risalenti al 2012, già oggetto di numerosi scrutini da parte di varie Autorità dello Stato, si giunge ad ipotizzare un nuovo reato, ancora una volta del tutto scollegato dalla realtà dei fatti”, sottolineano i legali. 

“Questa iniziativa della pg di Milano si pone in evidente contraddizione con i giudizi che Anac, Avvocatura dello Stato e la stessa Procura della Repubblica di Milano hanno precedentemente formulato, apparendo anomala al punto da sembrare persecutoria”, concludendo i difensori di Sala.

A Sala è stato notificato il decreto che dispone il giudizio immediato per la vicenda legata all’appalto per la Piastra dei servizi di Expo, di cui Sala era commissario unico. La prima udienza del processo con rito immediato, rendono noto i difensori di Sala, sarà il 20 febbraio prossimo.