Export, a Capri il bilancio di Sace: Italia in controtendenza, crescita al 3,4%

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In foto Alessandro Decio, amministratore delegato di Sace

Alessandro Decio, amministratore delegato di Sace, società che insieme a Simest costituisce il Polo dell’Export e dell’Internazionalizzazione del Gruppo Cassa Depositi e Prestiti, al Convegno dio Capri dei Giovani Imprenditori traccia un bilancio dell’attività del 2019 e annuncia numeri record. Mentre il commercio internazionale è in frenata, l’export italiano continua a crescere: anche quest’anno ha fatto registrare un +2,7% nel primo semestre e si prepara a chiudere l’anno con un +3,4% secondo le previsioni Sace Simest. A fronte di una crescita piatta del commercio internazionale, l’export italiano sta dunque guadagnando quote di mercato, con una perfomance che è superiore anche a quella dei nostri competitor più “temibili”, come la Germania. Questo grazie a una molteplicità di fattori, che includono: i) doti imprenditoriali italiane; ii) diversità, flessibilità e versatilità della manifattura nazionale; iii) collaborazione e grande sforzo di lavoro comune: negli ultimi anni, si è davvero fatto un grande lavoro di Sistema, con Ministeri/Confindustria/Sace Simest che hanno lavorato insieme e hanno fatto la differenza. “Nel 2015 il nostro export rappresentava il 28% del PIL, oggi questa quota è salita al 33% circa. Ma dobbiamo puntare a una crescita ulteriore, dotandoci di obiettivi di medio-termine: far crescere la quota di mercato dell’export italiano a livello mondiale dall’attuale 2,8% al 3%; far crescere il peso dell’export italiano sul PIL dall’attuale 33% al 37%; far crescere la quota extra Ue del nostro export nel mondo fino al 49%”.