Export, boom dei distretti. Sud ai livelli pre Covid

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In foto Costanzo Jannotti Pecci

I distretti industriali del Mezzogiorno hanno chiuso il primo semestre 2021 con un incremento del 4,3% rispetto agli stessi mesi del 2020. E il confronto con il 2019, si legge nel Rapporto Sud del Sole 24 Ore, evidenzia un sostanziale allineamento ai risultati pre-pandemici (+0,5% pari a un incremento di 17 milioni). Il monitoraggio di Intesa Sanpaolo, che copre il primo semestre 2021, mostra un contesto in chiaroscuro: 20 dei 28 distretti del Mezzogiorno analizzati mostrano risultati in crescita rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente (ovvero il 2020) ma scendono a 14 se confrontati col periodo pre-Covid. Tutte le regioni del Sud osservate dai ricercatori di Intesa Sanpaolo registrano un aumento tendenziale in valore rispetto al primo semestre 2020 ma se il confronto viene fatto con il corrispondente periodo del 2019 le regioni sono tre: Campania, Sardegna e Sicilia. A far da traino l’agroalimentare: nel Mezzogiorno si contano ben 15 distretti dell’agroalimentare di cui 13 chiudono il primo semestre 2021 con livelli di export superiori al periodo pre-Covid. L’approfondimento completo nel Rapporto Sud del Sole 24 Ore in edicola domani venerdì 12 novembre.
Sullo stesso numero del Rapporto l’approfondimento dedicato al calzaturiero pugliese che segna una netta crescita: nel secondo trimestre di quest’anno le esportazioni hanno raggiunto – dati Unioncamere Puglia – i 198,1 milioni, contro i 161,5 dello stesso trimestre del 2020. La crescita è poi proseguita nei mesi successivi confermando la ripresa del comparto nei principali poli produttivi della regione: in quello della scarpa di sicurezza e in quello delle fashion shoes. Il 35% della produzione nazionale di scarpe proviene infatti dal polo della scarpa di sicurezza di Barletta che per il 65% è destinata all’estero.
Intanto c’è un Sud che si interroga sulla ripartenza e punta a mettere a sistema tutte le risorse. Lo spiega nell’intervista al Rapporto Sud l’imprenditore campano Costanzo Jannotti Pecci che focalizza la sua attenzione, ovviamente, su Napoli. «Per Napoli ora è tempo di ripartire: c’è una congiuntura favorevole ed è necessario trarne vantaggio» dice Jannotti Pecci al Sole 24 Ore. Per l’imprenditore del turismo secondo cui vi sono gli ingredienti giusti per sfruttare al meglio le potenzialità del capoluogo campano con benefici per tutta l’area metropolitana e magari per tutto il Mezzogiorno: la sensazione e la speranza che il Covid possa nuocere meno, l’elezione del neo sindaco, Gaetano Manfredi, la possibilità di investire con i fondi del Pnrr, la voglia diffusa di ricominciare.
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