Export, investimenti e solidità finanziaria: così le Pmi dei Cavalieri del lavoro hanno reagito al Covid

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in foto Maurizio Sella

Forte vocazione internazionale, massicci investimenti in innovazione, solidità della struttura patrimoniale: sono alcuni degli elementi che hanno fatto da driver alle imprese dei Cavalieri del Lavoro per rimanere competitive sul mercato, nonostante la crisi pandemica.
È quanto emerge dall’analisi promossa dalla Federazione Nazionale dei Cavalieri del Lavoro e realizzata da Crif Ratings, azienda globale specializzata in sistemi di informazioni creditizie e di business information, che ha analizzato le 350 imprese dei Cavalieri del Lavoro e le ha confrontate con l’universo delle imprese manifatturiere italiane. L’analisi include le evidenze risultanti dai bilanci 2020, che riflettono gli eventuali effetti della pandemia da Covid-19 sui risultati aziendali, nonché l’aggiunta delle imprese dei Cavalieri del Lavoro insigniti dell’onorificenza nel 2021, le cui performance sono state valutate nel periodo 2016-2020.
I risultati delineano uno scenario molto positivo per le aziende: in un anno in cui la sostenibilità finanziaria delle realtà italiane è stata messa a dura prova dal contesto pandemico, le imprese dei Cavalieri del Lavoro mostrano un rendimento migliore in termini di metriche creditizie e, in particolare, di sostenibilità del debito.

Sella: Miglioriamo la reputazione del Paese
La maggiore propensione agli investimenti e l’adozione di un approccio basato su politiche finanziarie solide rappresentano poi ulteriori fattori che hanno consentito il mantenimento di elevati livelli di marginalità operativa lorda e livelli di indebitamento sostenibili.
I risultati emersi dall’Osservatorio permanente sulle imprese dei Cavalieri del Lavoro voluto dalla Federazione in collaborazione con Crif Ratings, confermano per le aziende dei Cavalieri del Lavoro performance superiori e una migliore tenuta agli impatti della pandemia rispetto alla media nazionale, sia in termini di risultati economici, sia in termini di struttura finanziaria, sia in termini di competitività sui mercati internazionali.
I dati contenuti nel rapporto elaborato da Crif Ratings  – ha affermato Maurizio Sella, presidente della Federazione Nazionale Cavalieri del Lavoro – confermano la grande capacità delle imprese dei Cavalieri del Lavoro di rispondere alle difficoltà, generando ricchezza e benessere. Anche in un anno di forte crisi come il 2020, le aziende dei Cavalieri del Lavoro hanno fatto registrare una significativa propensione agli investimenti: oltre il 4% del fatturato rispetto a una media nazionale inferiore all’1%. Non solo, in un anno in cui la sostenibilità finanziaria delle imprese italiane è stata messa a dura prova dal contesto pandemico, le imprese dei Cavalieri del Lavoro hanno mostrato una tenuta migliore in termini di metriche creditizie, di sostenibilità del debito, di patrimonializzazione e di occupazione. Sono dati notevoli, perché le aziende sane non solo contribuiscono a rendere più solido e fertile il tessuto produttivo in cui operano, ma concorrono a migliorare la tanto importante reputazione internazionale del Paese”.
 “I soddisfacenti risultati conseguiti nel corso del 2020 dalle aziende dei Cavalieri del Lavoro, nonostante il contesto estremamente avverso – osserva Simone Mirani, Direttore Generale di Crif Ratings – confermano la forte resilienza di queste ultime sia dal punto di vista economico-finanziario che occupazionale. La capacità di investire ed innovare in misura superiore rispetto alla media del Paese e la lungimiranza nel diversificare le fonti di finanziamento orientandosi al medio-lungo termine, sono tra le caratteristiche salienti che hanno consentito a queste aziende di resistere alla tempesta generata dalla pandemia di Covid-19″.

L’analisi delle 350 imprese
Nel periodo 2016-2020, le imprese dei Cavalieri del Lavoro hanno registrato tassi di crescita mediani del fatturato mediamente superiori al livello nazionale, beneficiando di una struttura aziendale, sia in termini dimensionali che di governance, mediamente più solida nonché di una consolidata presenza su mercati esteri.
Dal punto di vista finanziario, l’analisi di CRIF Ratings ha sottolineato la solidità della struttura patrimoniale delle aziende dei Cavalieri del Lavoro, come mostra un impiego responsabile della leva finanziaria, pari al 3,8x per le imprese dei Cavalieri del Lavoro contro un dato nazionale di 9,7x (valore mediano lordo su base Ebidta 2020).