EY Capri, digital transformation: resistenza e scarse competenze frenano la crescita

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L’Italia è sopra la media europea per copertura 4G – attualmente al 99% – e sta investendo per crescere nella copertura UBB – Ultra Broad Band, dotata di velocità superiore ai 30 Mbps –, a settembre 2018 presente nell’80% circa del territorio. È quanto emerso da un’indagine condotta da EY in collaborazione con Ipsos e il Centro Studi Intesa Sanpaolo, centrata sull’impatto della digital transformation su popolazione e imprese. I risultati sono stati presentati a Capri, durante la seconda giornata del Digital Summit di EY – in corso fino al 5 ottobre –, la tre giorni che riunisce i protagonisti dell’economia nazionale per discutere dei cambiamenti dello scenario economico e tecnologico del Paese. A illustrarli sono stati Donato Iacovone, Ad di EY Italia e Managing Partner dell’Area Mediterranea, e Nando Pagnoncelli, Presidente di Ipsos Italia. Alla crescita positiva delle reti evolute – sottolinea la ricerca – si contrappone, tuttavia, la mancanza di una distribuzione capillare: delle 11mila zone industriali censite – in cui sono attive oltre 480mila imprese (circa il 10% del totale) –, soltanto un terzo sono state raggiunte dall’UBB di rete fissa. Per colmare il gap, negli ultimi anni il nostro Paese ha avviato un piano di investimenti tra i più ambiziosi d’Europa, di cui fanno parte due bandi assegnati, del valore complessivo di 1,5 miliardi di euro, per lo sviluppo dell’UBB nelle cosiddette aree a ‘fallimento di mercato’ (14% di copertura a settembre 2018), con l’obiettivo di introdurvi infrastrutture ad altissima velocità (>100 Mbs). Non va meglio nel settore pubblico: l’Italia si colloca al 21° posto su 28 per indice di e-government e, nonostante il livello di implementazione dei servizi pubblici digitali sia in linea con il resto d’Europa, è ultima riguardo al loro utilizzo, a causa delle scarse competenze digitali dei cittadini-utenti e delle difficoltà di apprendimento delle nuove piattaforme di comunicazione e social. Riguardo alle imprese, quelle di grandi dimensioni hanno colto la necessità di introdurre nuove competenze in azienda per facilitare la trasformazione digitale, mentre le piccole devono ancora evolvere il loro modello di business; a bloccare l’evoluzione sono soprattutto la resistenza al cambiamento, per il 54% degli intervistati, e la mancanza di competenze specifiche, per il 27%. Il 66% delle aziende italiane individuate nell’indagine ha utilizzato gli incentivi disponibili, ma ha investito poco nell’innovazione di processo e di prodotto e nelle tecnologie della cosiddetta new digital wave (big data analytics, Internet of Things, robotica): le risorse, infatti, sono state prevalentemente destinate al rinnovamento dell’hardware obsoleto, gli investimenti all’implementazione di tecnologie come sicurezza informatica (45%), applicazioni web e mobile (28%), social media (18%), cloud (16%). “Nel processo di trasformazione digitale che sta investendo la nostra economia, l’Italia paga un’insufficienza di cultura e competenze digitali e una scarsa dinamicità delle start-up – ha commentato Iacovone –. Questi limiti, soprattutto per le PMI, possono essere superati se si realizza una ‘contaminazione’ di attori esterni. Lo stimolo all’introduzione di nuove tecnologie può arrivare dai clienti, da consulenti/provider tecnologici o anche dai dipendenti, soprattutto per le aziende più giovani. Infrastrutture, cultura e competenze sono fondamentali per avviare il processo di digitalizzazione ma da sole non sono sufficienti a garantirne un’efficace ricaduta. Occorre che questi elementi vengano inseriti in un contesto di crescita dell’ecosistema di un’azienda, attraverso la collaborazione con clienti e fornitori, in grado di coinvolgere e trasformare l’intera filiera produttiva”.
I temi dell’11esima edizione – L’EY Capri Digital Summit 2018 ha preso il via mercoledì 3 ottobre, con un confronto dedicato alla nuova imprenditoria italiana e ai giovani, tra startup, venture capital e incubatori. Oltre 400 gli imprenditori e manager riuniti nell’isola per partecipare all’11esima edizione dell’evento, che racconta le sfide del nuovo ecosistema digitale, insieme a più di 90 relatori italiani e stranieri provenienti da aziende, università e centri di ricerca, per fare il punto sui fattori in grado di imprimere un’accelerazione alla crescita dell’economia nazionale. Tra i temi affrontati la collaborazione tra pubblico e privato, la crescita della Analytics Economy, la nuova mobilità e l’impatto dell’innovazione sui settori Retail, Manufacturing ed Energia. E, ancora, gli effetti della digitalizzazione sul mondo del lavoro e sulle funzioni aziendali.
Pa.Ci.