EY Capri, Viola: Europa può dettare le regole per Blockchain pubblico

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In foto Roberto Viola durante il collegamento video

“La prima fase della strategia del mercato unico digitale europeo è stata quella di cambiare tutte le regole della catena del valore. Abbiamo presentato riforme nell’ambito delle telecomunicazioni, della privacy – la famosa Gdpr –, dell’accesso alla rete, del commercio elettronico, del diritto d’autore, dell’apertura dei dati. Tutto ciò rappresenta, attualmente, il sistema regolatorio più avanzato del mondo”. Ha sottolineato l’importanza delle regole nello “stabilire un mercato unico”, Roberto Viola, direttore generale DG Connect – il servizio della Commissione responsabile delle politiche UE in materia di mercato unico digitale, sicurezza Internet e innovazione digitale –, nel suo intervento al Digital Summit di EY, la tre giorni che dal 3 al 5 ottobre ha riunito a Capri imprenditori e manager, per discutere dei cambiamenti dello scenario economico e tecnologico italiano. In collegamento video da Bruxelles, Viola ha ricordato che “l’altro aspetto della nostra strategia è un investimento sempre più intenso nelle tecnologie chiave che cambieranno il futuro della società e delle nostre imprese: l’uso dei dati e dei computer che, insieme, hanno permesso la rivoluzione che sta avvenendo nell’intelligenza artificiale. Stiamo investendo in supercalcolatori, la mia direzione investirà in questa impresa comune che abbiamo stabilito la scorsa settimana con gli Stati membri, con 500 milioni di euro nei primi due anni e la proposta di altri tre miliardi di euro. E poi nella Cyber security e nella Blockchain”. La digitalizzazione riguarderà, ancora, la “fornitura ai cittadini di grandi piattaforme dei servizi, quelle che io chiamo top tech, che erogano servizi finanziari, sanitari e di trasporto. Le regole hanno anche un vantaggio competitivo – ha aggiunto –. In questo momento l’Europa è il punto di riferimento per quanto riguarda lo scambio dei dati: siamo nella condizione, e lo faremo, di essere leader mondiale nel porre le regole per il cosiddetto Blockchain pubblico, cioè l’offerta dei servizi finanziari, medici e dell’energia basati sulla tecnologia Blockchain. Ma c’è un paradosso: non abbiamo abbastanza giovani nel settore IT, c’è un’Europa di giovani senza posti di lavoro e lavoro senza giovani; se si investe nelle competenze io credo che si possa avere un’Europa migliore e così un’Italia migliore”.

Paola Ciaramella