“Faceing the breast”: a Napoli congresso internazionale dei chirurghi plastici

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Parola d’ordine ‘la ricerca della normalità’, per una bellezza ‘naturale’, non più schiava dei ‘selfie’, nuovo specchio narcisistico delle giovanissime e non solo: oltre duecento chirurghi plastici parteciperanno da domani a Napoli al 14esimo Corso internazionale ‘Faceing the breast’ (26-27 ottobre, Hotel Excelsior, Via Partenope 48) dedicato agli interventi al viso e al seno, occasione di confronto tra alcuni dei migliori specialisti italiani e gli esponenti delle scuole chirurgiche europee e mondiali provenienti da paesi come la Francia, l’Inghilterra, l’Argentina, il Canada o ‘emergenti’ come la Turchia. “Parleremo di interventi al viso, come lifting, rinoplastica, blefaroplastica, e alle mammelle- spiega dottor Alfredo Borriello, Direttore dell’Unità operativa di Chirurgia Plastica all’Ospedale Pellegrini di Napoli che organizza il convegno, co-direttore Mario Pelle Ceravolo- Per ricerca della normalità, intendiamo una ricerca della bellezza più naturale, anche dal di vista delle tecniche, che si sono fatte via via più complesse. Siamo arrivati al punto di chiederci che cosa realmente funzioni nei vari interventi per ringiovanire il viso e se si può essere meno aggressivi”. A partire naturalmente dall’intervento principe, il lifting, dove più che ‘tirare’ la pelle l’imperativo è oggi ‘riempire’ il viso utilizzando appunto una tecnica rodata come il lipofilling. Così anche nella rinoplastica la tendenza è quella di correggere solo il difetto e ripristinare l’armonia nel segno della ‘normalità’. Un concetto che non tutti condividono, se è vero che anche in Italia si sta diffondendo un fenomeno tipico degli Usa. “Purtroppo capita spesso che le ragazze chiedano di somigliare alla loro ‘faccia da selfie’ – nota Borriello – magari per avere delle labbra particolarmente turgide, come a quelle che si ottengono con la tipica smorfia da autoscatto che mima un bacio. E ci sono pazienti che vorrebbero cambiare la propria fisionomia e soprattutto la forma del naso, proprio perché non si piacciono nei selfie!”. Altro capitolo è la lotta all’invecchiamento, che si combatte con le armi della medicina estetica: fili, laser, radiofrequenza interna con cannule, ultrasuoni focalizzati. “E’ quasi un mercato libero, dove gli operatori sono moltissimi e le brutte sorprese non infrequenti – avverte Borriello – quindi raccomandiamo di informarsi e rivolgersi a specialisti”. Il secondo focus sarà sulla mammella. Dopo qualche anno di applicazione ‘sperimentale’ è possibile valutare oggi anche i buoni risultati delle protesti light, del 30 per cento più leggere delle tradizionali (350 grammi invece di 500, ad esempio), realizzate con un derivato del silicone. Pesando di meno, oltre ad essere più confortevoli, queste protesi hanno una tenuta maggiore e negli anni non ‘scendono’ a causa della implacabile forza di gravità. Sono consigliabili anche dopo interventi post dimagrimento o per seno tuberoso, e sempre quando la pelle è sottile e sciupata. La mastoplastica additiva resta anche in Italia e soprattutto al Sud un intervento molto richiesto: “Le più giovani arrivano dal chirurgo già informate e chiedono con decisione una taglia importante. Grazie ad un programma informatico e un paio di occhialini 3d oggi è possibile ‘vedersi’, nello studio del chirurgo, con il nuovo seno e questo può aiutare e prendere la decisione giusta”.