Fake news, Remuzzi (Istituto Negri): Da Di Bella a Stamina, le resposabilità dell’informazione

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Parla di metodi di cura alternativi e ruolo della comunicazione, Giuseppe Remuzzi, direttore scientifico dell’Irccs Istituto di Ricerche farmacologiche Mario Negri intervenendo al convegno “Le fake news in medicina: una patologia dell’informazione”, in corso al Belvedere di San Leucio (Caserta). Primi fra tutti il caso di Bella e il Metodo Stamina. “Il primo è una storia molto attuale – dice Remuzzi -. Feltri intervistava Di Bella ed il titolo era: L’uomo della speranza. Merlo scrive: Di Bella non è stato bocciato da un’istituzione scientifica ma da una certa retorica. Peccato, però, che si parlava di gente morto per cancro: 336 pazienti trattati la maggior parte dei quali non ha avuto risposta e molti si sono rovinati economicamente”. Sul caso Stamina, ricorda Remuzzi, “sono intervenuti a favore la trasmissione televisiva “Le Iene” e Adriano Celentano che hanno creato e amplificato aspettative su un metodo che non segue regole scientifiche. Il problema non è Vannoni. La responsabilità è di tutti quelli che hanno avuto a che fare con Stamina violando le leggi del nostro Paese: i medici di Brescia innanzitutto, i primi a credere a Vannoni, i giudici e il senato che non è esente da colpe”.

I dettagli dell’iniziativa su http://nottedeiricercatori.neuromed.it/