Fallimento Bagnoli Futura, de Magistris: evitare licenziamenti

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Evitare che i lavoratori vengano licenziati, che qualcuno possa mettere le mani su Bagnoli e accelerare per una ripresa forte di tutta la Evitare che i lavoratori vengano licenziati, che qualcuno possa mettere le mani su Bagnoli e accelerare per una ripresa forte di tutta la zona. Per il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, restano queste le priorità all’indomani del fallimento della società di trasformazione urbana Bagnolifutura. Sulla situazione dei lavoratori il primo cittadino garantisce il proprio “impegno personale, affinché possa esserci un ricollocamento anche in altre partecipate”. Dice di essere stato “un po’ sorpreso dalla decisione del Tribunale”, ma assicura che “su Bagnoli non ci fermiamo di un millimetro dopo un’azione forte e coraggiosa con la quale abbiamo rotto con le governance del passato, che hanno portato al debito che ha consentito a Fintecna di preparare un’azione fallimentare”. Ieri il tribunale di Napoli, sezione fallimentare, ha dichiarato fallita la società di trasformazione urbana BagnoliFutura, dopo una istanza di Fintecna per un credito vantato di 59 milioni di euro avanzata a gennaio scorso. La Stu avrebbe dovuto riconvertire l’immensa area nel quartiere di Bagnoli dove nel 1991 l’Italsider smise di produrre acciaio. Nata il 24 aprile 2002, dopo il voto in consiglio comunale di una delibera di giunta specifica del febbraio precedente, cui si erano aggiunte anche quelle della Regione Campania e della Provincia di Napoli, la società era totalmente pubblica (90% quote Comune Napoli, 7,5% Regione, 2,5% Provincia) e aveva in dotazione 7 ettari di suoli ceduti dal Comune e stimati 52 milioni di euro. Ieri l’appello dei lavoratori – “Dopo anni di incertezze e sacrifici da parte dei lavoratori, oggi il Tribunale di Napoli ha dichiarato il fallimento della Bagnolifutura SpA, anticipando le lentezze della politica e ponendo fine alla lunga agonia della società”. Questo l’appello lanciato ieri dai lavoratori di Bagnolifutura subito dopo la notizia del fallimento: “Questa decisione, senza un tempestivo intervento da parte del socio di maggioranza, ossia il Comune di Napoli, automaticamente comporterà l’inevitabile licenziamento dei 50 dipendenti”. I dipendenti si erano poi rivolti direttamente al primo cittadino partenopeo Luigi de Magistris: “Dopo tante occasioni mancate – si legge ancora – è arrivato il momento per il Sindaco di Napoli di concretizzare le tante promesse e procedere con l’immediata ricollocazione di tutto il personale presso altre società partecipate. Le famiglie dei lavoratori, già prive di sostegno economico da vari mesi, attendono nell’angoscia che, almeno in questa occasione, Luigi De magistris e tutta la Giunta comunale, con atto di coraggio, forniscano una risposta immediata e definitiva”.