E’ bastato un fine settimana per ridimensionare, almeno in parte, un pericolo paventato dopo le elezioni in Sassonia. È quello di una voglia di neototalitarismo diffus che si aggirerebbe in Europa e non solo. Le elezioni in Svezia starebbero per dare una significativa correzione a tale ipotesi dai più non condivisa. Ciononostante è l’umanità intera che deve riconsiderare diverse situazioni, talune sottaciute, di sopravvivenza di forme di sovranismo più o meno esecrande. Diversi casi del genere sono riscontrabili tra i paesi appartenuti all’ URSS, dove la violazione dei diritti personali è la regola. Non è pertanto una novità, piuttosto può essere considerato un ricorso storico, l’uso della violenza fisica e psichica per ottenere il consenso. Una situazione del genere è ancora più inquietante quando si verifica in paesi che sono stati senza ombra di dubbio forge di principi democratici e liberali.
I modi sardanapalici con cui Trump pretende di condurre gli USA, lo fanno somigliare a un personaggio di uno dei tanti film del filone biblico, dominanti la scena negli anni ’60. Quanto sta facendo somiglia sempre più allo spettacolo di un clown che non a quello di un capo di stato. Ben inteso, non a uno di quelli circensi, piuttosto a Joker dei cartoons di Batman. Vale a dire un megalomane irresponsabile con scarsa sensibilità verso il prossimo. Quanto sta accadendo in Medioriente è una prova concreta del suo modus operandi. Tutto lascia credere che lo sfacelo che quell’orgia di situazioni negative sta provocando in quella parte del pianeta si farà sentire sempre più destabilizzante in quella rimanente in maniera più che penetrante nel futuro prossimo. È credibile che già ora siano in preparazione manifestazioni di ogni genere. Ciò dovrebbe indurre gli elettori americani a riflettere, perché a stretto giro dovranno recarsi alle urne: certi personaggi è meglio perderli che trovarli e anche solo confermarli.







































