Farmaci, equivalenti leva per sostenibilità sistema sanitario Sicilia

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Catania, 18 nov. (Adnkronos Salute) – Si è tenuto a Catania l’incontro ‘I farmaci equivalenti in Sicilia per la sostenibilità del Sistema sanitario regionale’. Con il contributo non condizionante della multinazionale israeliana Teva che sviluppa, produce e commercializza farmaci equivalenti, innovativi, di marca e principi attivi, si è discusso sull’opportunità di sviluppare sinergie fra istituzioni, medici, farmacisti e aziende con al centro il paziente e la sua salute.

L’obiettivo è permettere che la spesa sanitaria diminuisca e per farlo, è emerso dalla discussione, è fondamentale che la cultura del farmaco equivalente si diffonda. Mentre la media nazionale di utilizzo del farmaco equivalente è del 30%, è del 20% in Sicilia, a fronte di una media europea che si attesta sul 50%. Ecco perché i promotori dell’evento ritengono fondamentali dibattiti in materia, per spronare ragionamenti costruttivi fornendo corretta informazione.

Se il termine medicinale ‘generico’ è stato fuorviante per il paziente, l’introduzione della definizione di ‘equivalente’ è sembrata opportuna per distinguere il medicinale ‘di marca’ da quello con uguale valore, ma non più sottoposto a brevetto. Prezzi più bassi, eccipienti differenti, bioequivalenza, confezioni diverse e scarsa chiarezza possono far pensare che la qualità di un farmaco equivalente sia più bassa.

L’incontro tenutosi a Catania con esperti del settore è servito a fare il punto sulla sostenibilità del Sistema sanitario regionale. Maria Angela Sortino, professoressa ordinaria di Farmacologia all’università del capoluogo etneo, punta il dito sulla poca informazione. Sono nate diverse perplessità durante il dibattito tra medici, pazienti e farmacisti, ma l’unica strada per combattere lo scetticismo e fare divulgazione e formazione. La reale conoscenza di cosa rappresenta un farmaco equivalente o biosimilare può così trasformarsi in risparmio nella direzione di farmaci veramente innovativi.

Per Giacomo Caudo, presidente nazionale della Federazione italiana medici di medicina generale, il rapporto medico-paziente è fondamentale per potere garantire l’aderenza terapeutica. Scardinare l’idea che il farmaco non di marca sia un farmaco di serie B è alla base dei chiarimenti da dare al paziente. Fattori culturali, diffidenze e sinergie fra medici e farmacisti sono alcuni dei punti affrontati. Questa è la strada da percorrere per fare risparmiare il sistema Sanità, che così può reinvestire risorse in prestazioni migliori da dare alla popolazione.