Farmacisti: “Grande attenzione a omeopatia”

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Roma, 12 ott. (AdnKronos Salute) – “La Federazione degli Ordini dei farmacisti ha dimostrato grande attenzione verso l’omeopatia, che è riconosciuta per legge medicina a tutti gli effetti, così come i prodotti sono classificati come farmaci. E’ infatti dovere del farmacista quello di essere preparato e di non potersi rifiutare di dispensare questi medicinali, come qualcuno polemicamente ha auspicato. Una sensibilità, quella della Fofi, tale da aver portato a inserire nella nuova stesura del codice deontologico due articoli dedicati alle medicine complementari, in primis l’omeopatia”. Così Gianfranco Picciau, del comitato direttivo Fofi, in occasione del convegno ‘Il supporto al paziente oncologico: il ruolo del farmacista e l’opportunità dei medicinali omeopatici’, organizzato da Boiron nell’ambito della manifestazione ‘Farmacistapiù’, in corso all’Auditorium Parco della Musica di Roma.

Non solo. “La Fofi – ha aggiunto Picciau – si adopera, insieme al suo presidente che è anche un parlamentare (Andrea Mandelli, ndr), perché si arrivi a una legiferazione chiara in materia chiara”. In generale, sottolinea l’esponente della Federazione, “una cosa sulla quale la Fofi si sta molto battendo è la professionalità del farmacista. Concetti come ‘presa in carico del paziente’ o quello di ‘farmacista clinico’ devono essere valori imprescindibili, perché se vogliamo che la gente torni nelle nostre farmacie e si fidi di noi dobbiamo essere preparati, e questo oltre che un’opportunità è diventato un dovere imprescindibile”.

“La figura del farmacista è fondamentale nelle terapie di supporto alle malattie croniche. Oggi abbiamo parlato di terapie oncologiche e qui il ruolo del farmacista – con un dialogo e la presa in carico del paziente e della sua famiglia, perché in certe patologie ci sono aspetti psicologici importantissimi – è fondamentale. Il farmacista dunque – conclude – può consigliare non a trovare una terapia alternativa, ma coadiuvante che aiuti a migliorare la qualità della vita di pazienti sottoposti a cure anticancro”.