Fase 2 a Napoli, corsa allo shopping. Ma non tutti hanno riaperto: Provvedimenti tardivi, impossibile

103

Baristi, parrucchieri, barbieri, negozi di abbigliamento e centri estetici: non tutti a Napoli hanno risposto all’appello con le riaperture disposte dal governo nella giornata di ieri. Colpa di un via libera – denunciano – giunto solo nel pomeriggio di ieri cui ha fatto seguito l’ordinanza della Regione Campania con le linee guida da seguire arrivata di conseguenza ancora più tardi. Ecco perché qualcuno ha preferito attendere, mentre altri hanno riaperto ma sono ancora in fase di riorganizzazione. Per qualcuno, poi, l’amara sorpresa di uno stop imprevisto. “Sono andato a letto pensando di poter riaprire – spiega il fioraio di un mercatino rionale di Napoli – mi sono svegliato con un’ordinanza arrivata nella notte che mi imponeva lo stop dopo che ero già andato al mercato”. Saracinesche chiuse per alcuni negozi di via Toledo, dove tuttavia lo struscio mattutino è stato molto più sostenuto che nei giorni scorsi. Con qualche caso limite, la fila di persone che attendevano la riapertura del negozio della griffe di abbigliamento Zara. Hanno rialzato le saracinesche barbieri e parrucchieri che operano con mascherina e visiera: “Riceviamo per appuntamento e oggi si lavora parecchio – dice Rosario De Filippo coiffeur alla Torretta – ma non c’è stato l’assalto dei clienti, segno che c’è stato un fenomeno di abusivismo con colleghi che sono andati nelle case”. Sulla fronte la visiera con la scritta ‘I love Naples’ nasconde una spiegazione: “Non ci sentiamo italiani – dice – lo Stato ci ha abbandonato. Ci siamo ritrovati solo De Luca, è a lui che dobbiamo dire grazie”. I più piccoli tra i barbieri faranno più fatica: “Chi ha spazi maggiori può accogliere anche più clienti – spiega un figaro della Riviera di Chiaia – ma chi ha locali con dimensioni ridotte farà più fatica a ripartire”.