Fase 2, Vito Grassi (Confindustria): Decreto Liquidità insufficiente, subito taglio Irap e sblocco delle opera cantierabili

98
in foto Vito Grassi

Taglio immediato dell’Irap, sblocco delle infrastrutture dotate di copertura finanziaria, pagamento dei debiti alle imprese da parte della Pubblica Amministrazione: queste le richieste al Governo rilanciate da Vito Grassi, presidente di Confindustria Campania e Unione Industriali Napoli. “A un mese esatto dall’approvazione del Decreto Liquidità – dice Grassi – dei 400 miliardi previsti ne sono stati erogati appena il 4% con un effetto sull’economia praticamente inesistente. Non e’ stato neppure lontanamente centrato l’obiettivo di un provvedimento nato per supportare le imprese immettendo liquidità nel sistema. Al posto di interventi a pioggia che non servono a nulla – aggiunge Grassi – serve un’azione mirata e diretta come proposto da Carlo Bonomi: l’eliminazione totale dell’Irap, imposta che grava in maniera pesante sui bilanci di aziende già messe in ginocchio dalla crisi, dando cosi’ una risposta tangibile al Sistema delle imprese”. Per accelerare la ripresa del sistema produttivo, oltre al pagamento dei debiti da parte della Pubblica amministrazione, che definisce “un obbligo morale dello Stato verso i suoi fornitori specie in un momento di crisi”, Grassi rilancia la necessita’ di sbloccare le opere pubbliche gia’ cantierabili. “Secondo gli ultimi dati dell’Ance – spiega il presidente di Confindustria Campania – la mappa delle incompiute, grandi e piccole, in Italia conta 600 opere per un valore totale di 36 miliardi. L’indotto e’ tre volte tanto e i posti di lavoro ‘persi’ si aggirano sulle 800 mila unita’. Solo i cantieri con importo superiore ai 100 mila euro sono 27 e, da soli, valgono 26 miliardi di euro, con l’indotto circa 90 miliardi per circa 400 mila posti di lavoro. In Campania le opere bloccate dalla burocrazia sono 41, per lo piu’ interventi idraulici di manutenzione di dighe, rete idrica e fognaria: sbloccarle consentirebbe non solo di creare nuovi posti di lavoro ma anche di mettere in sicurezza un paese che cade a pezzi dotandolo delle infrastrutture necessarie. In una fase di recessione – conclude Grassi – quella degli investimenti e’ l’unica strada possibile per la ripresa”.