“Fatto molto e tracciata un’autostrada”, l’ex dg dell’ ‘Umberto I’ di Roma tira le somme del mandato

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Roma, 30 ago. (AdnKronos Salute) – “Abbiamo fatto cose egregie. Abbiamo affrontato immediatamente tre problematiche: le politiche del personale, le gare d’appalto e i contratti e la questione della ristrutturazione, considerate le gravi carenze di questo grande complesso. Con soddisfazione dico che non abbiamo risolto tutto, ma abbiamo tracciato un’autostrada: chi verrà dopo di me troverà una situazione molto agevolata”. Il direttore generale uscente Domenico Alessio traccia il bilancio dei suoi 5 anni alla guida del Policlinico Umberto I di Roma, prima di lasciare l’incarico al commissario Joseph Polimeni, designato dalla Regione Lazio.

“Per le ristrutturazioni – prosegue l’ex Dg – abbiamo già ottenuto i nulla osta dalla Conferenza dei servizi, che possiamo considerare come fosse una specie di ‘licenza edilizia’. Stiamo aspettando la Regione‎ che da qualche tempo, purtroppo, non ha liberato i fondi. Possiamo procedere non appena la Regione completerà le procedure che riguardano l’erogazione dei fondi. Ma questo – ribadisce – riguarderà la prossima amministrazione”.

Alessio poi ritorna sul maxi concorso per infermieri: “Nella storia della pubblica amministrazione non si è mai verificato che un maxi concorso potesse essere espletato in tempi brevissimi. Non appena abbiamo avuto il via dal Consiglio di Stato, fermo restando i tempi di legge per le convocazioni, lo abbiamo espletato in soli 4 giorni: e ora abbiamo messo a disposizione una graduatoria di 878 idonei a servizio di tutte le aziende sanitarie del Lazio, che da essa possono attingere”.

“Nessuna polemica sulla questione disavanzo. Se chi non è addetto ai lavori si arroga il diritto di poter commentare dati di bilancio, dovrebbe prima studiarli bene e poi eventualmente discuterne”. Ha detto Alessio.

“Il problema è semplicissimo – spiega – con la Regione Lazio abbiamo concordato un deficit di esercizio di 107 milioni. Noi siamo arrivati a 140 milioni, più di 30 milioni di debiti che sono tutti costi che non erano né previsti né prevedibili quando abbiamo fatto il concordamento. Sono costi maturati successivamente, come ad esempio l’accorpamento dell’ospedale odontoiatrico Eastman, una minore erogazione dei fondi del servizio sanitario regionale, e tante altre situazioni che erano imprevedibili”.

“Questi sono i 33 milioni di debito: sottraendo questa cifra arriviamo esattamente a 107 milioni, quindi siamo nel concordamento fatto con la Regione”, precisa l’ex Dg, che dopo 5 anni lascia il posto al commissario designato dalla Regione Lazio, Joseph Polimeni.

“Assicurare le condizioni di agibilità di tutto il Policlinico”. E’ questa la criticità maggiore da affrontare nel futuro dell’Umberto I di Roma afferma Alessio. “E’ la cosa più importante, la situazione di cui un direttore generale, nelle vesti di datore di lavoro, si deve preoccupare di più”, spiega Alessio, tracciando un bilancio prima di lasciare l’incarico al commissario designato dalla Regione Lazio, Joseph Polimeni.

Ma Alessio non dà “nessun consiglio” al suo successore: “Ognuno interpreta la propria attività come vuole – sottolinea – io non do consigli a nessuno. Non voglio entrare nella gestione ma posso dire che il Policlinico è una realtà molto complicata e non credo che chi e’ stato individuato per svolgere il lavoro che ho svolto io finora non sia all’altezza”. Sul suo futuro, Alessio precisa: “Rimango a disposizione dell’istituzione regionale, della Regione Lazio, non del servizio sanitario regionale. La Regione ha accreditato al sottoscritto una professionalità particolare, pensa di utilizzarmi in altri tipi di incarichi”.

C’è amarezza nel lasciare l’incarico? “No – risponde l’ex dg – Io sono un dirigente di azienda industriale, non vengo dalla struttura complessa, non sono un burocrate ma un manager, e i manager non riescono a stare più un certo numero di anni nella stessa struttura. Il periodo più lungo è stato quello del Policlinico, qui ho accettato una sfida importante che ho portato a conclusione. Sono soddisfatto nella consapevolezza di aver fatto fino in fondo il mio dovere”.