Fattura elettronica per forfettari: un obbligo importante alle porte

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A luglio entrano in vigore le nuove norme di fatturazione: gli adempimenti sono tanti e differenti e sicuramente quello più atteso è l’obbligo di passare alla fattura elettronica per forfettari. La riforma (approvata lo scorso aprile) è ormai agli sgoccioli e vincola dal 1° luglio 2022 anche i soggetti IVA in regime forfettario ad emettere qualsiasi fattura in formato digitale, così come scritto nel Decreto PNRR 2 (decreto-legge del 30 aprile 2022 n. 33) all’art. 18, commi 2-3. Intanto è bene ricordare che finora, la norma non prevede adeguamenti per i soggetti con compensi annuali inferiori a 25 mila euro lordi. Nonostante questa novità, già da tempo molti professionisti del regime agevolato hanno adottato il sistema di fatturazione elettronica, vuoi da una parte per le agevolazioni fiscali che ne derivano, vuoi per la facilità di esecuzione ed il controllo immediato sulle fatture. Niente dunque è complicato: andiamo a vedere cosa cambierà davvero.

Fattura elettronica: una novità importante 

In vigore già da anni per chi opera nel regime ordinario, la fatturazione elettronica per tutti è una novità importante. Con il tempo porterà il vantaggio di ridurre l’evasione fiscale, aumentare la tracciabilità dei pagamenti, rendere più agevole la vita del professionista, del titolare di Partita Iva e delle imprese. E’ vero, per poter emettere una fattura bisogna utilizzare un software o una App idonea, ma è anche vero che l’Agenzia delle entrate ha predisposto una serie di servizi gratuiti per tutti gli utenti, in grado di predisporre, trasmettere, consultare e conservare le fatture elettroniche. Una cosa è certa: la fattura elettronica non è poi così complicata da predisporre. I dati sono i soliti: ma a differenza della cartacea tutto è tracciato e tracciabile, agevolando la contabilità, bilanci annuali e la velocità d’esecuzione.

Effetti positivi della fatturazione elettronica

Gli effetti positivi sono davvero tanti: sicuramente il primo è legato alla certezza dell’autenticità della fattura, non bisogna più conservare la copia di carta e – nel formato elettronico – la sua conservazione è automatica su server dedicati per dieci anni. Con la migrazione verso il digitale poi, si abbassa poi il numero di errori e si produce una contabilità più snella e veloce. Indubbiamente ci sono molti altri benefici fiscali per i titolari di Partita IVA: le piattaforme di fatturazione infatti, semplificano gli adempimenti ed il rapporto con il commercialista, che ha accesso automatico. Diventa più semplice inviare una parcella al fornitore, essendo sicuri della ricezione corretta (tramite SDI) e si può addirittura condividere su WhatsApp la copia di cortesia. Effetti positivi non solo per le partite iva ma persino per l’Agenzia dell’Entrate. Sì, l’ADE in questo modo riesce facilmente a scovare di tenta di eludere il fisco e gli evasori. Ciò è già stato provato qualche anno fa ed a distanza di pochi mesi dall’adozione di questo sistema dal regime ordinario, che ha facilitato l’emersione del gettito IVA. Lo scorso anno infatti sono arrivati oltre i circa 3,5 miliardi di euro in più, un dato davvero importante. La fatturazione elettronica via SDI è uno strumento importante, introdotto per abbattere l’evasione ma è anche in grado di ridurre il livello del Tax Gap IVA. Arginando questo problema, è possibile persino dare nuovo sostegno all’economia italiana, soprattutto in un momento come quello attuale. Sappiamo altresì quanto l’Unione Europa ci tenga in particolare. La fatturazione elettronica è stato infatti uno dei pilastri primari di semplificazione burocratica che si è posta come traguardo intermedio verso l’obiettivo di Digital Transformation Europea.