Fca, Delrio scrive alla Ue: “Rimandare la procedura d’infrazione”

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Roma, 17 mag. (AdnKronos) – “Considerato che dopo la fine del processo di mediazione, dagli uffici della Commissione non abbiamo ricevuto nessuna richiesta di ulteriori informazioni rispetto a quelle già fornite nei mesi precedenti si chiede di rimandare l’avvio della proceduta di infrazione in attesa di ricevere una lettera di richiesta di chiarimenti sulle questioni sollevate dai vostri uffici competenti, come concordato durante l’ultima conversazione telefonica”. Così in una nota il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio – che ieri è stato in contatto con la Commissaria per il mercato interno Elzbieta Bienkowska, telefonicamente e attraverso comunicazioni scritte – sottolineando che non si condividono i presupposti su cui è stato proposto alla Commissione di avviare una procedura di infrazione al Governo italiano per Fca.

Delrio, si legge nella nota del ministero, ha sottolineato la necessità di rinviare l’avvio della procedura di infrazione, in attesa che si possano fornire ulteriori chiarimenti, oltre alla copiosa documentazione già fornita, peraltro mai richiesti al Governo italiano dopo la chiusura della commissione di mediazione Italia Germania sul caso emissioni Fca da parte dei servizi della Commissione. Il ministro afferma anche che le spiegazioni fornite in Commissione di mediazione, hanno tra l’altro evidenziato il corretto comportamento dell’Autorità di omologazione e i miglioramenti prodotti autonomamente da Fca sui propri veicoli, pur in assenza di dispositivi illegali.

Delrio inoltre evidenzia che “contrariamente a quanto dichiarato dai vostri uffici, le autorità italiane hanno escluso fin dall’inizio la presenza di dispositivi illegali sui modelli Fiat sia nelle versioni originali sia in quelli ricalibrati. Durante il processo di mediazione abbiamo sottolineato che Fca ha avviato volontariamente una campagna di ricalibratura a febbraio 2016 per migliorare le performance delle emissioni, ben prima che la Germania ci informasse dei risultati emersi dai loro test”.

Il ministro si dice “dispiaciuto” nel dover apprendere “che nonostante tutte le informazioni dettagliate fornite alla Commissione e alla Germania, intendiate aprire la procedura d’infrazione. Ciò è particolarmente deludente” aggiungendo che nessuna nuova richiesta di chiarimenti è arrivata finora.