Fca, Fim, I dati diffusi danno ragione all’accordo

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“I dati diffusi dalla Fim a livello nazionale su occupazione e produttività degli stabilimenti Fca in Italia, ci danno ragione sulla scelta di aver siglato l’accordo del 2010”. Lo ha detto Giuseppe Terracciano, segretario generale della Fim in Campania, commentando i dati diffusi nei giorni scorsi dalla segreteria nazionale della Fim, dai quali si evince un aumento di produzione del 9,42 per cento nello stabilimento di Pomigliano d’Arco. ”Abbiamo scongiurato la chiusura del Giambattista Vico – ha spiegato Terracciano – anche se permangono delle criticità come i contratti di solidarietà ancora aperti, che vanno superati per raggiungere la piena occupazione. Lo stabilimento è diventato il fiore all’occhiello di tutta Fca, risultando il più tecnologicamente avanzato d’Europa, e vincendo premi in tal senso con ampi e universali riconoscimenti. Eppure quell’accordo è stato tra i più contestati e discussi degli ultimi anni”. ”La lettura dei dati della Fim – ha concluso Terracciano – da un senso al nostro impegno ed è un invito a chi è ancora sull’Aventino a farsene una ragione”. Sull’aumento di produzione in fabbrica, Gerardo Giannone, segretario del Pd di Casalnuovo, nonchè operaio del Giambattista Vico in regime di solidarietà, auspica però che l’azienda ”implementi la rete di vendita”. ”Da una mia ricerca – ha spiegato l’esponente politico – si evince che la Panda è venduta solo in 14 Paesi sui 35 dell’area Emea. Dal 2010 ad oggi, abbiamo superato con brillantezza i problemi legati al come produrre e al come lavorare, ed i premi ottenuti sono le prove di quanto abbiamo ottimamente fatto negli ultimi 5 anni. Ma la Panda non può dipendere per il 70 per cento dal mercato italiano, dobbiamo saper vendere l’eccellenza della nostra produzione. Per questo invito il sindacato a spingere Fca a migliorare i suoi concessionari ed il Governo supporti tale azione: il made in Italy sia un obbiettivo di tutti”.