Fca, reparto logistico di Nola: lo Slai Cobas annuncia iniziative a tutela degli stipendi

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Lo Slai Cobas ha annunciato iniziative ”di rivalsa contro Fca per la tutela del salario dei lavoratori del reparto logistico di Nola”, nel caso in cui l’azienda dovesse perdere il contenzioso con l’Inps per la proroga dei contratti di solidarietà ai circa 280 addetti del reparto stesso, per i quali l’istituto previdenziale non riconosce il trattamento usufruito dal Lingotto. Alla base del contenzioso, il trattamento di proroga dei Cds da luglio del 2016 a luglio del 2017, che secondo l’Inps non sarebbe potuto avvenire in quanto in contrasto con il Jobs act. L’azienda, dal canto suo, invece, ritiene che il trattamento era giustificato in quanto i Cds erano stati stipulati prima del Jobs act. ”Ma ora sono a rischio le buste paga dei lavoratori – spiegano dal sindacato di base – già falcidiate da un decennio di cassa integrazione. Fca e sindacati ‘firmatutto’ sono incappati nelle maglie dei controlli Inps, ed ora l’azienda, con una lettera cautelativa consegnata ai lavoratori insieme alla busta paga, cerca di ‘mettere le mani avanti’ a fronte della paventata restituzione da parte dei lavoratori delle somme percepite quali contributi previdenziali dell’Inps in conseguenza del contenzioso. Intanto ad aprile saranno 10 anni dall’annunciato avvio del reparto logistico di eccellenza, che è stato in cassa integrazione senza soluzione di continuità in conseguenza di una moltitudine di piani industriali-fantasma. E a settembre cessa l’ultima proroga della ‘cassa’ consentita dai contratti di solidarietà e relativa agli stabilimenti FCA di Pomigliano e Nola. E’ irrealistico pensare di poter ovviare a quest’annunciato disastro sociale ed industriale con paventate produzioni di auto elettriche o mini-suv a partire dal prossimo 2020”.