Fca, siglato l’accordo tra Fim-Cisl e rappresentanza quadri Aqcf

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Rafforzare una più intensa collaborazione e integrazione operativa all’interno del gruppo Fca sull’erogazione dei servizi ai propri associati. Questo l’obiettivo dell’accordo siglato oggi tra la Fim-Cisl e l’Aqcf, l’associazione sindacale dei quadri e professional di Fca e Cnhi che prevede una collaborazione più stretta negli ambiti di progetti di ricerca con le Università sulle alte professionalità, l’attivazione di percorsi di formazione sindacale, l’azione di rappresentanza sindacale. La prima organizzazione tra operai e impiegati del gruppo e la prima organizzazione di quadri e professional, quindi, dopo aver firmato insieme l’accordo per il contratto Collettivo specifico di lavoro Fca e Cnhi, uniscono le proprie forze per iniziare un percorso comune e gettando di fatto le basi verso un sindacato unico. L’intesa prevede infatti che i lavoratori iscritti all’Aqcf potranno utilizzare i servizi e le convenzioni messe a disposizione dalla Fim-Cisl ai propri iscritti e potranno partecipare al progetto di ricerca che la Fim ha in corso presso il Politecnico di Milano. Le due organizzazioni, inoltre, attiveranno percorsi di formazione comuni volti a migliorare le conoscenze e le competenze, nonché la propria azione nella rappresentanza sindacale. Verranno inoltre sviluppati progetti di formazione sindacale e professionale. Per il segretario generale della Fim-Cisl, Marco Bentivogli “inizia un lavoro comune tra i primi due sindacati in FCA CNHI. La Fim-Cisl prima per voti rsa e iscritti tra operai e impiegati e AQCF che guida la rappresentanza tra quadri e professionals. La fabbrica integrata deve avere un sindacato forte e rappresentativo che integri appunto tutte le professionalità dagli operai ai quadri. Scenario opposto a quello dell’autunno ’80, in quanto oggi tale ricomposizione è un elemento insostituibile di rappresentanza della fabbrica moderna e integrata”.

“Si lavorerà insieme – ha spiegato Bentivogli dopo la firma – su formazione, servizi, alte professionalità. Siamo i sindacati che hanno firmato un accordo che migliora condizioni di lavoro e salari. E soprattutto che ha imparato la lezione americana, UAW nella vicenda Chrysler, con un tasso di sindacalizzazione più basso ha potuto giocare un ruolo più incisivo, nella prima fase; lo stesso vale per l’esperienza tedesca e nord-europea”. Una strada, quindi, verso un possibile sindacato unico perché – come ha sottolineato lo stesso leader Fim – “il pluralismo sindacale, oltre certi numeri, serve più ai sindacalisti che ai lavoratori. Troppe sigle e troppe federazioni agevolano il corporativismo e l’autoreferenzialità. La proliferazione di sigle sindacali serve più ai sindacalisti che ai lavoratori. Sette sindacati in Fiat Fca sono un elemento di indebolimento utile solo a moltiplicare agibilità e incarichi. Dove si pratica la partecipazione ci sono 1 o al massimo 2 sindacati”. Secondo il segretario dell’Associazione Quadri e Professional Giovanni Serra “l’accordo rappresenta il primo passo di un percorso comune finalizzato al rafforzamento complessivo delle due organizzazioni”. Per Serra, “pur mantenendo le proprie specificità e le rispettive autonomie, le due organizzazioni condivideranno le migliori esperienze in diversi campi, tra i quali l’erogazione dei servizi su tutto il territorio nazionale, i progetti di ricerca sulle alte professionalità e momenti formativi delle rappresentanze dei lavoratori. Questo potrà dare sicuramente valore aggiunto e aiuterà a contestualizzare l’azione comune”.