Fca, tegola sui 300 lavoratori di Nola: l’Inps non riconosce la proroga dei contratti di solidarietà

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L’Inps ha chiesto a Fca di conguagliare la differenza della quota versata ai dipendenti del reparto logistico di Nola (Napoli), in quanto non ha riconosciuto la proroga dei contratti di solidarietà per i circa 300 lavoratori, da luglio del 2016 a luglio del 2017. Una richiesta che ha aperto un contenzioso tra l’ente previdenziale e l’azienda: dai vertici di Fca, però, è arrivata rassicurazione sul proseguo dei pagamenti all’Inps anche se con “riserva”, in attesa dell’esito della disputa. Secondo quanto si è appreso, infatti, la proroga era stata gestita dall’azienda con il trattamento ‘ante jobs act’, tenendo conto della data d’avvio dei Cds, non riconosciuto, però, dall’Inps che ora chiede la regolarizzazione, già recepita dall’azienda. Stamattina Fca ha comunicato l’avvio del contenzioso ai segretari territoriali e all’esecutivo delle Rsa dei sindacati di categoria, e Fim, Uilm, e Ugl hanno annunciato che si attiveranno per “sollecitare l’Inps affinché il contenzioso volga verso soluzioni che non gravino sulle tasche dei lavoratori”. Anche la Fiom ha auspicato una soluzione positiva, sottolineando, al contempo, di “non essere d’accordo sull’eventualità della restituzione dei soldi da parte dei lavoratori”. “Parliamo di operai che dall’apertura del polo logistico di Nola – ha spiegato Francesco Percuoco, della segreteria Fiom – sono sottoposti, senza soluzione di continuità da circa 10 anni, ad ammortizzatori sociali. Questi lavoratori, quindi, sono già stati sottoposti ad una forzata e consistente decurtazione salariale”.