Fca, verso Ginevra tra stop diesel e piano industriale

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Fca si prepara a sbarcare al Salone dell’Auto di Ginevra, dove è previsto il debutto europeo delle nuove Jeep Wrangler e Cherokee. E’ il brand su cui il gruppo punta di più, destinato ad avere un ruolo centrale nel piano industriale al 2022. Jeep – guidata da Mike Manley, tra i possibili successori di Sergio Marchionne – punta a vendere quest’anno oltre due milioni di vetture e i nuovi modelli, che affiancheranno Compass e Renegade, giocheranno un ruolo fondamentale. Tanti i temi caldi che saranno al centro dell’incontro di martedì con la stampa internazionale dell’amministratore delegato di Fca, a partire dall’uscita dal diesel del gruppo nel 2022, che interessa circa 3.000 lavoratori degli stabilimenti di Pratola Serra (Avellino) e della Vm di Cento (Ferrara). In questi due impianti si fabbricano infatti i motori diesel, che nel 2017 hanno rappresentato il 40% del totale della produzione italiana di motori (il 60%, a benzina, viene prodotto a Termoli). Lo stabilimento avellinese, che ha 1.810 dipendenti, è quello che potrebbe subire di più le conseguenze dell’addio al diesel, dal momento che a Ferrara la produzione riguarda anche i veicoli commerciali pick-up Ram non interessati dallo stop. I riflettori sono puntati soprattutto sul nuovo piano industriale che Marchionne illustrerà nell’Investor Day del primo giugno a Balocco (Vercelli). I sindacati aspettano risposte sul futuro degli stabilimenti di Pomigliano e Mirafiori, dove stanno per finire gli ammortizzatori sociali, mentre a Melfi mille lavoratori saranno interessati dalla fine della produzione della Punto. Faro anche sul possibile spin off di Magneti Marelli, rinviato all’esame del cda nel secondo trimestre dell’anno. Secondo le indiscrezioni circolate, oltre al fondo americano Bain Capital, su Magneti Marelli avrebbero puntato gli occhi gruppi cinesi e anche Brembo avrebbe valutato l’acquisizione di alcuni asset con un gruppo di investitori italiani (l’azienda però sostiene di non avere al momento piani per Marelli). Resta sul tappeto anche il tema alleanze, anche se si parla di meno della possibilità che Marchionne chiuda con un colpo a sorpresa la sua lunga stagione alla guida di Fca. Il gruppo italoamericano, che ieri ha ceduto il 5,7% in Borsa, ha subito un calo del 10% delle vendite in Italia a febbraio. Una flessione dovuta al minore ricorso ai ‘chilometri zero’, ma anche a qualche ritardo nelle consegne a causa delle difficili condizioni climatiche.