Fece esplodere palazzina a Milano uccidendo 3 persone, condannato a ergastolo

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Milano, 19 giu. – Giuseppe Pellicanò, accusato di devastazione e strage per l’esplosione di una palazzina in via Brioschi a Milano, è stato condannato dal gup Chiara Valori all’ergastolo. La sentenza, al termine del processo celebrato con rito abbreviato, riconosce l’impianto accusatorio e le responsabilità del pubblicitario che, quando svitò il tubo del gas nella cucina dell’appartamento, causò lo scoppio nella palazzina e la morte dell’ex compagna Micaela Masella e dei vicini di casa, una coppia di giovani fidanzati marchigiani Chiara Magnamassa e Riccardo Maglianesi. Le due figlie di Pellicanò rimasero ferite nell’esplosione del 12 giugno 2016.

Il giudice ha riconosciuto l’imputato colpevole per entrambi i reati, ha escluso l’aggravante dei futili motivi, e – nella sentenza letta a porte chiuse – non ha tenuto conto della perizia relativa alla semi infermità. La perizia psichiatrica d’ufficio ha accertato un vizio parziale di mente a causa di una forma di depressione. Le motivazioni saranno depositate entro 60 giorni.

Pellicanò, presente in aula, ha assistito impassibile alla sentenza. L’uomo avrebbe agito per gelosia: non accettava la fine della relazione con la madre delle sue bimbe. Per lui il giudice ha deciso la decadenza della potestà genitoriale. La sentenza di fatto accoglie il pieno la tesi accusatoria: il pm Elio Ramondini aveva chiesto l’ergastolo sottolineando di non tener conto della perizia psichiatrica, sostenendo che l’imputato “ha continuato a dire tante bugie” e si è “protetto con un materasso” durante l’esplosione della palazzina in via Brioschi senza proteggere la figlia piccola che era accanto a lui.