Fed, Bce e Scozia nel mirino degli investitori

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A cura di Antonio Arricale La decisione della Fed di questa sera (alle 20 ora italiana sono previste le decisioni Fomc e a seguire, ore 20,30, il discorso della presidente della Fed A cura di Antonio Arricale La decisione della Fed di questa sera (alle 20 ora italiana sono previste le decisioni Fomc e a seguire, ore 20,30, il discorso della presidente della Fed Janet Yellen), il referendum scozzese (domani) e la prima operazione Tltro della banca centrale europea (sempre domani) sono gli eventi chiave che dovrebbero determinare i prezzi sul forex nei prossimi giorni. Dopo sei anni di politica monetaria ultra accomodante per risollevare l’economia statunitense da una delle peggiori crisi della sua storia, la Federal Reserve potrebbe iniziare a ritirare l’artiglieria pesante. Secondo molti economisti, con il tapering ormai agli sgoccioli, un mercato del lavoro in ripresa, un’inflazione bassa e il balzo dei Treasury, la Banca Centrale più potente del mondo potrebbe smettere i panni di colomba e adottare un atteggiamento più aggressivo già in occasione del meeting di politica monetaria del Federal Open Market Committee. Non che stasera la Fed annuncerà un rialzo dei tassi, si badi bene. E’ infatti scontato il nulla di fatto in materia di fed funds rate così come il ritiro di altri 10 miliardi di dollari di stimoli. A cambiare sarà probabilmente la forward guidance, ossia le poche formule previsionali, di solito ripetitive, inserite nel comunicato che accompagna la decisione di politica monetaria. Per quanto riguarda il tapering, dallo statement potrebbe essere rimossa la dicitura “gli acquisti di asset non sono su una rotta predefinita”, cosa che lascerebbe intendere la fine degli stimoli già in occasione della riunione del 28-29 ottobre. Grande attenzione anche alla dicitura “considerevole periodo” che accompagna la spiegazione dell’attuale livello dei tassi. Se questa dicitura scomparirà, si potrà iniziare tranquillamente il conto alla rovescia verso l’exit strategy. Con riguardo alla Scozia, invece, alla vigilia del voto per l’indipendenza il Paese sembra ancora indeciso se voltare pagina, e quindi dire addio per sempre al Regno Unito, oppure decidere per lo status quo portando a tre il numero dei referendum secessionisti andati a vuoto. I sondaggi continuano a dipingere un quadro nebuloso, anche se gli ultimi poll danno in lieve vantaggio i “sì” pur precisando che c’è ancora una piccola parte di cittadini che non ha ancora deciso. Come dar loro torto? Ieri il Premier britannico David Cameron si è prodigato in un accorato appello a restare uniti, prospettando tempi bui per la Scozia e la sua economia in caso di separazione. Anche il presidente USA Barack Obama ha appoggiato ufficialmente la posizione di Cameron, mentre il Fondo Monetario Internazionale ha espresso timori per il futuro di una Scozia indipendente. Ad ogni modo il count down è partito. Domani sera si saprà se i “Braveheart” inizieranno a “combattere” da soli. Borse asiatiche Borse orientali incerte Tokyo, partita in positivo, ha chiuso in calo dello 0,14% mentre Sidney ha ceduto lo 0,7%. Bene Hong Kong e Seul che guadagnano un punto percentuale, poco sopra la parità i listini cinesi nonostante la conferma del sostegno all’economia da parte di Pechino. Tra le altre piazze asiatiche, Seul archivia un progresso dell’1% e Taiwan dello 0,7%. Bene le altre borse con Singapore dello 0,5%, Shanghai dello 0,2%, Bangkok dello 0,3% e Jakarta dell’1,2%. In rosso Kuala Lampur -0,2%. Borsa Usa Wall Street chiude positiva Chiusura in territorio positivo per Wall Street. Gli operatori rimangono in febbrile attesa di conoscere le decisioni sui tassi prese dalla riunione del Fomc, il braccio operativo della Fed, che verranno rese note oggi. Occhi puntati anche sulla conferenza stampa del governatore della banca centrale americana, Janet Yellen. In questo clima l’indice Dow Jones ha archiviato gli scambi in progresso dello 0,59% a 17.131,97 punti, l’S&P500 ha guadagnato lo 0,75% a 1.998,98 punti mentre il Nsdaq si è attestato a 4.552,76 punti in salita dello 0,75%. Europa Listini in attesa I listini europei hanno archiviato gli scambi in flessione in attesa della Federal Reserve, dell’esito del referendum in Scozia e della prima operazione Tltro della banca centrale europea. In questo clima attendista il Cac40 ha terminato gli scambi in calo dello 0,44% a 4.409,15 punti, mentre il Dax di Francoforte ha registrato una contrazione dello 0,28% a 9.632,93 punti. In leggero calo la Borsa di Londra, con il Ftse 100 che ha segnato un -0,18% a 6.792,24 punti. Italia Piazza Affari ha chiuso in ribasso in attesa di conoscere i risultati degli eventi in calendario tra oggi e domani. A pesare sull’andamento dei listini anche l’indice Zew, che misura le aspettative economiche in Germania, che a settembre è sceso a 6,9 punti dagli 8,6 punti della precedente rilevazione. L’indice è diminuito per la nona volta consecutiva, anche se in misura minore rispetto ad agosto. “Il trend al ribasso dell’indice Zew ha rallentato in maniera significativa. Tuttavia, il clima economico è ancora caratterizzato da grande incertezza. Il rischio di una spirale delle sanzioni con la Russia continua a esistere e l’attività economica nella zona euro resta deludente”, ha commentato il presidente dell’istituto Zew, Clemens Fue st. In questo quadro a Piazza Affari l’indice Ftse Mib ha ceduto lo 0,30% a 20.788 punti. Tra le banche le vendite hanno colpito Banco Popolare (-1,75% a 12,32 euro), Montepaschi (-2,99% a 1,07 euro), Popolare dell’Emilia Romagna (-1,99% a 6,40 euro) e Intesa SanPaolo (-0,74% a 2,408 euro). Invariata Ubi Banca a 6,325 euro, mentre Unicredit è riuscita a strappare un rialzo dello 0,32% a 6,215 euro. Sotto i riflettori Telecom Italia (-2,01% a 0,90 euro) dopo le indiscrezioni de Il Sole 24 Ore secondo cui l’Ad Marco Patuano starebbe studiando un’alleanza con Oi per evitare che Tim Brasil sia soltanto preda ma piuttosto regista di un processo industriale di consolidamento nelle telefonia in Brasile. Bene Eni (+0,75% a 18,73 euro) dopo le parole del premier Matteo Renzi.


I dati macro attesi oggi Mercoledì 17 settembre 2014 10.00 ITA Bilancia commerciale globale 10.30 GBR Tasso disoccupazione 10.30 GBR Richieste sussidi disoccupazione 11.00 EUR Prezzi consumo 11.00 EUR Produzione costruzioni 13.00 USA Richieste mutui 14.30 USA Partite correnti 14.30 USA Prezzi consumo 16.00 USA Indice NAHB 16.30 USA Scorte petrolio 20:00 USD Annuncio del tasso d’interesse 20:00 USD Decisione FOMC