Federalberghi e Comune di Capri: Affari dei clan nell’isola? Falso. Da noi solo imprese di prestigio mondiale

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In foto via Camerelle a Capri (immagine d'archivio)

“Intendiamo allontanare dall’isola di Capri ogni accostamento fra proprietà delle strutture ricettive ed ambienti della criminalità. Anche i più recenti passaggi di proprietà di alberghi di Capri ed Anacapri sono avvenuti fra società perfettamente in regola, sia dal punto di vista amministrativo che legale e morale”. Così, in una nota,il presidente di Federalberghi Isola di Capri, Sergio Gargiulo, in relazione alle ipotesi formulate nei giorni scorsi da un’associazione di settore. “La situazione di crisi non è tale da indurci a cedere a tentazione e vendere al primo che passa. A Capri non si annunciano presenze indesiderate – aggiunge Gargiulo – Fra gli ultimi arrivi c’è quello del presidente nazionale di Federalberghi, Bernabò Bocca che ha rilevato una importante struttura nel centro di Capri e ci sono gruppi internazionali inglesi ed arabi che hanno rilevato alcuni dei più importanti alberghi dell’isola che si conferma in condizione di attrarre il meglio dell’imprenditoria italiana e straniera”. “Federalberghi valuterà eventuali azioni contro chiunque produrrà affermazioni lesive dell’immagine degli imprenditori alberghieri dell’isola di Capri” conclude la nota.
Sulla stessa lunghezza d’onda il il sindaco  Marino Lembo che, in una dichiarazione all’Ansa, così si era espresso: “Capri è immune da infiltrazioni camorristiche che mirano all’acquisizione di alberghi a prezzo di saldo. Capri si prepara alla ripartenza contando sulle sue bellezze e su una imprenditoria sana e forte. Posso affermare che le voci che si sentono in giro sono totalmente prive di fondamento”. “La nostra imprenditoria turistica – prosegue Lembo – è solida, non mi risulta che ci siano albergatori in crisi. Si tratta di imprenditori dalle spalle forti, che hanno fatto la storia dell’isola ed hanno lanciato nel mondo la cultura dell’accoglienza caprese. Siamo tranquilli – continua Lembo – non corriamo il rischio che le nostre strutture finiscano in mano alla criminalità perché sono gestite da storiche famiglie dell’industria alberghiera o da nuove proprietà di grande prestigio e fama internazionale. Le ultime due acquisizioni sono state effettuate dalla Reuben Brothers di Davide e Simon Reuben, la seconda famiglia più ricca del Regno Unito che ha rilevato l’Hotel La Palma attualmente in ristrutturazione con riapertura programmata per maggio del 2022 mentre ad Anacapri il Capri Palace è stato rilevato da Jumeirah Group proprietario della famosa Vela di Dubai. Una delle acquisizioni più recenti ha visto arrivare sull’isola la Sina Hotels del presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca. Sono state arrivi importanti quindi e sicuramente non si tratta di camorra. Si tratta di vendite effettuate molto tempo prima del covid e non mi risulta che ci siano albergatori in crisi a tal punto di svendere a prezzi stracciati le loro strutture, grandi e piccole che siano”. “Non possiamo negare che il settore del turismo sia pervaso da crisi causa covid come tutti gli altri settori dell’economia – conclude il sindaco di Capri – ma il Comune è da sempre vicino all’imprenditoria turistica in generale ed agli albergatori in particolare, e per questo siamo intervenuti a sostegno delle imprese, soprattutto le piccole strutture, attraverso un sostegno anche fiscale, come avvenuto con la delibera di giunta approvata ieri per il differimento dei versamenti dei tributi comunali”.