Federazione del Mare, Mattioli all’evento Iora: Blue economy, intensificare la cooperaazione con i Paesi dell’Oceano indiano

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“La sfida del cambiamento climatico: dal Mediterraneo all’Oceano Indiano” è il titolo del webinar organizzato dalll’Indian Ocean Rim Association (associazione rivierasca dell’Oceano Indiano per la cooperazione regionale) nell’ambito della XII edizione del Festival della Diplomazia. Introdotto da Gianpaolo Neri, Iora Focal Point per l’Italia presso il ministero degli Affari Esteri, e Mario Mattioli, presidente della Federazione del Mare, l’incontro online ha visto la partecipazione di Gatot Gunawan, segretario generale Iora, Grammenos Mastrojeni, vice segretario generale Unione per il Mediterraneo, Paolo Glisenti, commissario per l’Italia all’Expo 2020 di Dubai, e di altri esponenti del mondo diplomatico e degli operatori economici “che – si legge in una nota – sostengono i valori, i principi e gli obiettivi promossi da Iora, soggetto chiave nell’architettura regionale dell’Oceano Indiano per affrontare sfide globali come il cambiamento climatico, lo sviluppo sostenibile e la sicurezza marittima, in un contesto multilaterale”.

in foto Mario Mattioli

Mario Mattioli ha ricordato che la Federazione del Mare, insieme agli stakeholder italiani, alle organizzazioni pubbliche e private, alle università e agli istituti di ricerca, “ha fortemente sostenuto la decisione del Governo italiano di voler acquisire lo status di partner di dialogo con Iora ed ha ricordato che dal 2020 la Federazione del mare presiede la piattaforma Italia-Iora, partecipando attivamente all’attuazione di iniziative per rafforzare una cooperazione concreta e operativa sulla blue economy tra Italia e i paesi dell’Oceano Indiano e per un maggior coinvolgimento del nostro Paese in una regione in cui le sfide legate allo sviluppo sostenibile e alla sicurezza marittima sono significative”.
In particolare, Mario Mattioli ha citato le iniziative e i progetti connessi al turismo crocieristico sostenibile e al settore della pesca, successivamente illustrati nel corso del webinar da Davide Triacca, Sustainability Director di Costa Crociere, e Francesca Biondo, direttore generale di Federpesca. “L’obiettivo della transizione ecologica è al centro del G20, quest’anno presieduto dall’Italia, e delle politiche europee – ha affermato Mario Mattioli – e in questo contesto occorre comprendere che la promozione di un’economia blu sostenibile per l’Unione europea non può fermarsi alle nostre frontiere.
Molte catene del valore della blue economy sono globali e gli operatori comunitari in generale e italiani in particolare, devono affrontare un’agguerrita concorrenza sui mercati mondiali. Occorre quindi essere in grado non solo di difendere il mercato dell’UE da prodotti e pratiche non sostenibili, ma anche di garantire condizioni di parità per le imprese promovendo competenze e iniziative ambientali dell’Unione.
“Per questo – ha concluso il presidente della Federazione del Mare – un dialogo strutturato proattivo con Iora è fondamentale per l’economia blu e deve essere ulteriormente rafforzato per garantire che le sfide della decarbonizzazione, della digitalizzazione e della resilienza siano affrontate in modo adeguato a livello globale”.

Che cosa è lo Iora
L’Indian Ocean Rim Association è un’organizzazione intergovernativa costituita nel 1997, a cui oggi aderiscono 23 stati membri e 9 dialogue partner. https://www.iora.int/en). Data la crescente importanza dell’Oceano Indiano nel commercio marittimo mondiale – ove si concentra un terzo del traffico marittimo mondiale, due terzi dei traffici di carichi secchi alla rinfusa e un terzo di quelli petroliferi nonché circa la metà dei traffici mondiali con navi portacontenitori – le priorità che IORA ha identificato sono strettamente legate alla blue economy: pesca e acquacoltura; energia oceanica rinnovabile; porti marittimi e shipping; idrocarburi offshore e minerali per fondali marini; biotecnologie marine, ricerca e sviluppo, turismo. Il Segretariato di IORA è ospitato dal governo della Repubblica di Mauritius.

in foto Gianpaolo Neri