Federazione Medie e Piccole Imprese, piena vigilanza sull’archivio dei contratti collettivi

In foto Antonina Terranova

Un nuovo strumento per rafforzare trasparenza salariale, tracciabilità e tutela del lavoro. È questo l’obiettivo dell’intesa istituzionale sottoscritta tra il ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e il Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro (Cnel), in attuazione dell’articolo 9, comma 2, del decreto-legge 30 aprile 2026, n. 62, convertito dalla legge n. 112 del 2026, il cosiddetto decreto Primo Maggio.

L’accordo introduce presso il Cnel l’archivio amministrativo dei contratti collettivi aziendali e territoriali, che si integra nell’Archivio nazionale dei contratti e degli accordi collettivi di lavoro previsto dalla legge n. 936 del 1986, nel quarantennale della cosiddetta legge Mattarella.

Elemento centrale del nuovo sistema è il Trattamento Economico Complessivo (Tec), destinato a rappresentare un parametro di riferimento per la misurazione del trattamento economico delle lavoratrici e dei lavoratori ai fini del riconoscimento dei benefici normativi e previdenziali. Contratti e accordi depositati potranno essere consultati attraverso applicazioni web dedicate e strumenti di interoperabilità telematica.

Proprio sull’effettiva inclusività del nuovo sistema interviene Antonina Terranova, presidente della Fmpi (Federazione Medie e Piccole Imprese), che accoglie positivamente il percorso avviato dalle istituzioni, ma pone una condizione precisa: nessun contratto aziendale o territoriale deve essere escluso dall’archivio.

“Accogliamo con favore la spinta verso la trasparenza salariale e la tracciabilità del Tec – sottolinea Terranova – ma le piattaforme digitali e gli strumenti di archiviazione devono rigorosamente rispettare, accogliere e inserire tutti i contratti e gli accordi collettivi aziendali e territoriali stipulati, senza alcuna esclusione né eccezione”.

Per la presidente Fmpi, infatti, la digitalizzazione non deve trasformarsi in un ostacolo burocratico. Il sistema delle software house, chiamato ad adeguare i gestionali paghe e i flussi di trasmissione, avrà una responsabilità decisiva. L’interoperabilità attraverso la Piattaforma Digitale Nazionale Dati dovrà garantire, secondo Terranova, un’inclusione “reale, totale e senza riserve”.

La richiesta riguarda anche la corretta valorizzazione del Tec, affinché la trasparenza contribuisca concretamente alla tutela dei salari e impedisca asimmetrie o distorsioni a danno della contrattazione di prossimità.

“Come Fmpi continueremo a vigilare e a dialogare con tutte le istituzioni – conclude Terranova – affinché il nuovo archivio e i flussi telematici siano sinonimo di reale progresso. Innovare sì, ma per includere e valorizzare l’intero sistema economico nazionale, senza escludere nessun contratto”.