Federcepicostruzioni al Senato: Senza credito e semplificazione le Pmi restano escluse dalla crescita

Le piccole e medie imprese devono tornare al centro delle politiche economiche nazionali attraverso interventi su burocrazia, accesso al credito, pagamenti della Pubblica amministrazione e rappresentanza. È il messaggio portato da Federcepicostruzioni nel corso dell’audizione davanti all’Intergruppo parlamentare per il sostegno, la promozione e la valorizzazione delle Piccole e medie imprese, costituito su iniziativa della senatrice Mariastella Gelmini.

Nel corso dell’incontro, il presidente nazionale di Federcepicostruzioni, Antonio Lombardi, ha illustrato ai parlamentari un pacchetto di proposte finalizzato a rimuovere alcuni dei principali ostacoli che limitano la competitività delle Pmi italiane, con particolare attenzione ai settori dell’edilizia, dell’accesso al credito e della rappresentanza contrattuale.

Le richieste: meno burocrazia e tempi più rapidi

Secondo Lombardi, le piccole e medie imprese rappresentano “l’ossatura del sistema produttivo italiano”, ma continuano a operare in un contesto caratterizzato da un eccesso di burocrazia, procedure amministrative lente, difficoltà nell’accesso ai finanziamenti, ritardi nei pagamenti della Pubblica amministrazione e regole che, in molti casi, favoriscono le aziende di maggiori dimensioni.

Tra le priorità indicate figurano la semplificazione delle procedure amministrative, la riduzione dei tempi autorizzativi, il rispetto rigoroso dei termini di pagamento da parte della Pubblica amministrazione e una maggiore valorizzazione del ruolo delle imprese nei processi decisionali.

“L’obiettivo – ha sottolineato Lombardi – è invertire questa tendenza e riportare le Pmi al centro delle politiche industriali del Paese”.

Credito e crediti fiscali al centro delle proposte

Uno dei temi principali affrontati durante l’audizione è stato quello dell’accesso al credito, considerato uno dei principali fattori di criticità per il sistema produttivo.

Federcepicostruzioni ha chiesto il rafforzamento del Fondo centrale di garanzia, strumenti più efficaci per sostenere la patrimonializzazione delle imprese e procedure bancarie più rapide e meno onerose.

Particolare attenzione è stata dedicata anche ai crediti fiscali. L’associazione ha sollecitato una soluzione definitiva alle problematiche che continuano a ostacolarne la circolazione, evidenziando le ripercussioni che tali difficoltà hanno sulla liquidità delle imprese e sulla loro capacità di investire.

Rappresentanza e contrattazione collettiva

Nel corso dell’incontro è stato affrontato anche il tema della rappresentanza delle imprese e della contrattazione collettiva.

Federcepicostruzioni ha ribadito la necessità di garantire il pieno pluralismo associativo, assicurando pari dignità a tutte le organizzazioni realmente rappresentative ed evitando assetti che possano limitare la libertà di scelta delle imprese o determinare posizioni dominanti nella stipula dei contratti collettivi.

Il ruolo dell’Intergruppo parlamentare

Lombardi ha definito l’audizione “un segnale importante dell’attenzione che il Parlamento sta riservando al mondo delle piccole e medie imprese”, ringraziando la senatrice Mariastella Gelmini per aver promosso un Intergruppo parlamentare destinato, nelle intenzioni dell’associazione, a diventare un luogo stabile di confronto tra istituzioni e sistema produttivo.

Il presidente di Federcepicostruzioni ha inoltre ribadito la disponibilità dell’associazione a collaborare con Parlamento e Governo, mettendo a disposizione competenze ed esperienza affinché le future riforme siano costruite sulle esigenze concrete delle imprese e favoriscano investimenti, occupazione e crescita economica.

“In questa prospettiva – ha concluso Lombardi – le piccole imprese non possono più essere considerate il punto debole del sistema economico, ma il principale motore della crescita del Paese”.