Federcomtur scrive a Regione e prefetti: Tempo scaduto, se non si riapre il commercio locale è morto

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Con una nota inviata al presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, ai prefetti e ai massimi esponenti delle Camere di Commercio territoriali Federcomtur chiede interventi urgenti a sostegno delle attività chiuse per via della zona rossa e maggiori controlli onde evitare di compromettere la riapertura. “La situazione in Campania sta diventando insostenibile – scrivono il presidente Maurizio Ingenito e il segretario generale Claudio Pisapia – gli unici ad essere penalizzati sono i quattro codici ateco che restano chiusi, tra i quali i negozi di abbigliamento e le attività di ristorazione. Sono penalizzati dai mancati controlli di coloro che sono in strada senza valide motivazioni, rischiando dicompromettere, irrimediabilmente, un’ulteriore stagione commerciale che poteva e doveva rappresentare il riscatto della stagione primaverile ed estiva, già andata in fumo.
Sono comprensibili, con questo tipo di “zona rossa”, le motivazioni che vengono addotte da coloro che circolano per lavoro, o per altri motivi di necessità, considerato che sono tante le attività aperte o semiaperte. E’ incomprensibile, invece, quello che è accaduto nell’ultimo week end, soprattutto domenica, laddove, non ci dovrebbe essere autocertificazione tendente a giustificare la tanta gente in strada”. “Considerando che la situazione sanitaria, relativamente ai contagi, non è migliorata proporzionalmente,
come in altre regioni – proseguono – tanto da indurre il Governo a non concederci la zona arancione : noi di Federcomtur chiediamo che, in questa settimana, vengano aumentati i controlli e si faccia appello alle persone responsabili, di rispettare quelli che sono i dettami della zona rossa. La mancata apertura delle attività nel week end dell’Immacolata, quindi a partire da sabato 5 dicembre, determinerebbe il collasso totale per abbigliamento, scarpe adulti, centri commerciali, gioiellerie e affini; nessun ristoro potrebbe essere compensativo, rispetto al disastro provocato dall’incuria e dal pressapochismo al quale stiamo, ahinoi, assistendo”.