Federico Foria: è di Pomigliano il miglior Future Leader under 35 di tutte le società di ingegneria d’Europa

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in foto Federico Foria

È italiano il miglior Future Leader under 35 di tutte le società di ingegneria d’Europa. Lo ha deciso la Efca (European Engineering Consultancies), la federazione europea di 29 associazioni di consulenza ingegneristica, a cui l’Italia partecipa attraverso l’Oice (Associazione delle organizzazioni di ingegneria, di architettura e di consulenza tecnico-economica), che ha assegnato l’importante e prestigioso riconoscimento a Federico Foria, 32 anni, ingegnere di Pomigliano d’Arco, che porta l’Italia per la prima volta sul gradino più alto del podio del contest svoltosi a Parigi. Foria è responsabile dell’area Geotecnica, Geologia e Idraulica e della Ricerca & Sviluppo di Ets, società di ingegneria civile con sedi a Latina, Roma e Milano, specializzata nelle infrastrutture e nei trasporti ferroviari e stradali. Il giovane ingegnere ha presentato le applicazioni di due innovazioni per la digitalizzazione e la sostenibilità per la gestione delle infrastrutture esistenti: Miret ed Archita. “Si tratta di due progetti di gestione e identificazione del rischio per le frane e le gallerie che abbiamo già applicato su una linea ferroviaria tra la Liguria e il Sud della Francia e che utilizzano nuove tecnologie per automatizzare e rendere più oggettiva la manutenzione e la gestione dell’infrastruttura – spiega Federico Foria -. Archita è un veicolo che permette di fare la tac all’infrastruttura con impatto minimo sul traffico e Miret analizza questi dati con modelli digitali multidisciplinari e intelligenza artificiale. Ad esempio, grazie alle foto ad altissima definizione possiamo analizzare immediatamente, in un ambiente integrato, quali sono le eventuali criticità di un’opera. E siamo solo all’inizio, ora stiamo sviluppando i primi indici di rischio per la valutazione dell’impatto del cambiamento climatico sulle infrastrutture di trasporto. Un’applicazione in continuo sviluppo che tende a ridurre e prevedere i pericoli e a tenere in sicurezza le infrastrutture, tutto frutto della ricerca e dell’intelligenza italiana”.