Federico II contro l’omofobia. Concorso e premio in denaro per i migliori cortometraggi dei ragazzi

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Il centro SInAPSi della Federico II organizza un contest per cortometraggi denominato “In gara contro l’omofobia”, col fine di sensibilizzare i giovani ai valori dello sport, inteso come strumento per contrastare l’omofobia e la transfobia. Previsti premi in denaro, Martedì 19 Aprile sarà il termine ultimo per presentare la domanda d’iscrizione.

Il Centro in particolare, grazie ad uno dei suoi servizi, ossia l’ADCD (Anti-Discriminazione e Cultura delle Differenze), intende approfondire le connessioni che esistono tra omofobia e sport, con l’obiettivo di prevenire e contrastare le discriminazioni di radice omofobica in tale contesto. S’intende infatti riconfigurare l’ambiente sportivo come spazio di socializzazione, sano ed inclusivo, ma anche far sì che lo sport stesso diventi strumento attraverso cui realizzare l’abbattimento dell’odio.

Il contest è aperto a gruppi di giovani sportivi campani, composti da un numero non inferiore a tre, che abbiano un’età superiore ai 16 anni e siano iscritti ad associazioni o a società sportive non professionistiche. I partecipanti dovranno preventivamente prendere parte ad un percorso di formazione teorico-esperienziale, composto da due incontri di gruppo da tre ore ciascuno, sulle tematiche oggetto del concorso, assieme agli operatori del Centro SInAPSi

Saranno premiati i migliori tre cortometraggi realizzati, rispettivamente con cinquecento, trecento e duecento Euro. A tutti coloro che desiderano partecipare al concorso verrà richiesto di realizzare un cortometraggio su precisi temi, che vanno dall’omo/transfobia alla discriminazione, passando per le violenze legate al genere e all’orientamento sessuale. La partecipazione è naturalmente libera e gratuita.

Il mondo sportivo infatti non sembra essere immune agli stereotipi di genere, che spesso sfociano nel pregiudizio sessista, eterosessista e omofobo. Questo influisce nettamente sul grado di partecipazione dei ragazzi alle attività sportive. Allo stesso tempo lo sport riesce, tra i vari obiettivi, a favorire la crescita di soggettività autonome e di cittadini consapevoli. E’ importante perciò impegnarsi per ridurre al minimo tutti quei fattori che al suo interno possono causare odio e restrizione alla partecipazione. L’Università offre così il suo contributo alla causa, e nel bando di concorso, appositamente redatto cita Picasso: «Non giudicare sbagliato ciò che non conosci, cogli l’occasione per comprendere »