FederlegnoArredo: “Intervenire su effetti normativa Usa”

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Roma, 30 mag. (Adnkronos/Labitalia) – “Non si sa ancora nulla sul governo, eppure il nostro settore è messo seriamente a rischio dalla normativa Usa, sulle emissioni di formaldeide da prodotti di legno composito”. Lo dice, in un’intervista a Labitalia, Emanuele Orsini, presidente FederlegnoArredo. “La situazione per i nostri settori è molto grave -spiega- a causa dell’entrata in vigore negli Usa, al prossimo 1° giugno, del regolamento relativo all’emissione di formaldeide dai prodotti compositi del legno ‘Formaldehyde emission standards for composite woor products rule’, che introduce specifici limiti di emissione di formaldeide, nonché obblighi di certificazione e di etichettatura per tali prodotti”.

“L’entrata in vigore -ribadisce- è stata anticipata rispetto alla data prevista del 12 dicembre a seguito di un’apposita ordinanza di una Corte statunitense. Una situazione che rischia davvero di mettere a terra un intero settore. A fronte di tale anticipazione, infatti, numerosi pannelli a base di legno composito e i prodotti che li contengono predisposti per il mercato statunitense, fra i quali i mobili e i pannelli espositori utilizzati per le piastrelle ceramiche, non sono stati in grado di conformarsi alla normativa americana, in particolare a causa del percorso certificativo richiesto e, pertanto, numerose aziende stanno bloccando le spedizioni per gli Stati Uniti di tali prodotti, con un ingente danno economico per i settori da noi rappresentati”.

“Non solo -rimarca il presidente Orsini- c’è altro materiale privo di certificazione già imbarcato senza che vi fosse la consapevolezza dei nuovi adempimenti, che, in buona parte, raggiungerà gli Usa successivamente al 1° giugno. In questi casi, si teme possano essere applicate le pesanti sanzioni stabilite, che includono il respingimento della merce, oltre a pene sia pecuniarie, fino a 37.500 dollari per ogni violazione, sia detentive”.

Il presidente di FederlegnoArredo, pur avendo rassicurato le imprese del comparto, chiede che “il governo prenda in carico la richiesta di una filiera che ha prodotto nel 2017 un fatturato alla produzione di oltre 41,5 miliardi di euro, il 39% dei quali destinati alle esportazioni (16,3 miliardi di euro), realizzati da circa 77.000 imprese che occupano oltre 318.000 addetti; la filiera legno-arredo rappresenta nel suo totale il 4,6% del fatturato manifatturiero, il 16% delle imprese e l’8,75% degli addetti”.

“Abbiamo spiegato queste forti criticità -rimarca- al ministero dello Sviluppo economico e alla commissione Ue, da ultima, nella riunione del Market access advisory committee del 24 maggio scorso, chiedendo un adeguato supporto dei nostri settori e la ricerca di soluzioni per mitigare gli effetti dell’entrata in vigore di questa normativa: in particolare, il primo obiettivo è che venga consentito l’accesso al mercato statunitense senza l’applicazione di sanzioni ai prodotti fabbricati in data antecedente al 1° giugno”.

“Il mercato statunitense -aggiunge Emanuele Orsini- è di fondamentale importanza per i settori da noi rappresentati e non vogliamo certo che si venga penalizzati per un regolamento che è stata anticipato”.