Federmanager, con certificazione delle competenze al via stagione ‘BeManager’

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(Adnkronos) – Parte l’edizione 2023 di BeManager, il percorso di certificazione di Federmanager nato dall’esigenza di garantire la crescita e la valorizzazione delle competenze manageriali per lo sviluppo di un futuro sostenibile, inclusivo e innovativo per le imprese italiane e per il Paese. Dall’avvio del progetto, sono circa mille i manager che hanno partecipato ai percorsi attivati per la certificazione di cinque profili: l’innovation manager, l’export manager e manager per l’internazionalizzazione, il temporary manager, il manager di rete e, infine, il manager per la sostenibilità. “Anche quest’anno – spiega il presidente Federmanager Stefano Cuzzilla – abbiamo scelto di rinnovare un progetto che riconosce il valore del capitale umano e il ruolo fondamentale dei manager come attori nei processi di innovazione e sostenibilità delle imprese. BeManager è un percorso realizzato dai manager per i manager, si concentra sui profili più richiesti dal mercato e, attraverso un assessment preliminare e corsi di formazione ad hoc, attesta le competenze curriculari e le soft skills dei nostri manager”. 

Il percorso di certificazione ha come partner Rina services, soggetto terzo e indipendente, in grado di garantire elevati standard qualitativi nel panorama certificativo italiano e internazionale, e beneficia della collaborazione di Federmanager academy, la management school del gruppo. Inoltre, anche l’edizione 2023 di BeManager si avvale dell’accreditamento di Accredia, l’ente che garantisce i percorsi di certificazione. Il manager per la sostenibilità è il più recente tra i profili certificabili ed è stato introdotto per rispondere alla necessità delle imprese di dotarsi di competenze e professionalità in grado di guidare un processo di crescita sostenibile, non solo in termini ambientali, ma anche economici e sociali.  

Lanciato nel 2021, questo percorso in sostenibilità ha visto la partecipazione di 116 manager, che si aggiungono ai 379 manager esperti di innovazione, 67 tra export manager e manager per l’internazionalizzazione, 256 temporary manager e 13 manager di rete. “Oggi – sottolinea il presidente Cuzzilla – non sono più sufficienti competenze di tipo tradizionale, è indispensabile saper interpretare i cambiamenti in atto. Per questo, vogliamo offrire alle imprese, ma in particolare alle pmi, un serbatoio di profili manageriali portatori di competenze certificate che sappiano rispondere alle trasformazioni che il sistema economico chiede”.