Federmanager: “Randstad Employer Brand dà valore a risorse umane”

20

Roma, 10 apr. (Adnkronos/Labitalia) – “L’innovazione, l’eccellenza, la multidisciplinarietà, le opportunità di crescita professionale, la formazione, l’internazionalizzazione”. Questi i fattori che rendono un’azienda realmente attrattiva per un potenziale dipendente e un talento. Lo dice a Labitalia Stefano Cuzzilla, presidente di Federmanager, spiegando che si tratta di “alcune delle parole chiave che noi, ad esempio, utilizziamo per far emergere il volto di Federmanager, in un’ottica di ‘employer branding'”. “Consiglio alle imprese di fare lo stesso per attrarre e trattenere i profili professionali che considerano più adeguati al loro business”, dice il presidente.

Tra poco si rinnova l’appuntamento con il premio promosso da un’agenzia del lavoro multinazionale come Randstad (il Randstad Employer Brand). “Premi come questo -sottolinea Cuzzilla – danno sostanza a un valore immateriale difficilmente misurabile, ma che certamente costituisce uno dei fattori chiave per la fidelizzazione all’azienda o al progetto: la valorizzazione delle risorse umane in azienda”.

“Assegnare questo genere di riconoscimento alle aziende più meritevoli è utile perché aumenta la consapevolezza degli imprenditori verso il benessere dei lavoratori. In tempo di crisi, questo diventa fondamentale. Si vincono sfide che si pensavano impossibili grazie alla collaborazione di un capitale umano responsabilizzato e motivato a fare bene”, sostiene il presidente di Federmanager.

E anche i fattori che contribuiscono ad attrarre e fidelizzare i lavoratori alle aziende sono in mutamento. “Noi manager – testimonia Cuzzilla – siamo normalmente abituati a lavorare per risultati. E siamo abituati a cambiare spesso posto di lavoro. La retribuzione è certamente un driver, ma lo sono sempre di più, ad esempio, le buone prassi di conciliazione lavoro-famiglia e l’adozione di piani di welfare aziendale. I lavoratori chiedono coperture sanitarie, previdenziali, assicurative aggiuntive, per sé e per la propria famiglia. Tra l’altro, il welfare aziendale rappresenta anche uno degli strumenti migliori a disposizione delle aziende per aumentare la produttività. Pensiamo anche solo agli effetti sulla flessibilità degli orari di lavoro e sulla produttività legati allo smart working. Questo strumento, che si sta diffondendo a livello gestionale nelle aziende, è una valida risposta”.

Certo è che, in un mercato del lavoro sempre più mobile, occorre sempre essere al passo coi tempi. “Federmanager Academy, la nostra management school, ha intensificato l’attività – ricorda il presidente Cuzzilla – proprio per reagire al paradigma 4.0, che sta rivoluzionando le produzioni”.

“Poi, oltre alla formazione continua, serve un piano di politiche attive del lavoro che sia convincente. Dobbiamo invertire radicalmente l’approccio: le politiche attive si costruiscono prima di trovarsi fuori dal mercato, attraverso l’analisi dei fabbisogni delle imprese, attraverso la creazione di network, attraverso l’aggiornamento e l’acquisizione di nuove competenze. Ma anche, per esempio, attraverso la certificazione delle qualità possedute. Cito, solo ad esempio, il nostro progetto ‘Industry 4.0 all inclusive’, attraverso il quale entro fine anno metteremo a disposizione delle Pmi 300 manager con competenze verificate, valutate e certificate ad altissimo contenuto d’innovazione”, conclude.