Federterziario, Patrizi al Forum in Masseria: Superare la mansione, puntare sulle competenze

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Formazione continua ancora poco utilizzata nelle microimprese, superamento del concetto di “mansione” a favore di quello di “competenza”, riforma della contrattazione collettiva alla luce dell’impatto dell’intelligenza artificiale e intervento strutturale sull’intera filiera dell’istruzione per ridurre il mismatch tra domanda e offerta di lavoro.

Sono i temi messi sul tavolo dal presidente di Federterziario, Nicola Patrizi, durante la tavola rotonda “Costruire occupazione: politiche del lavoro e competitività per la crescita del Paese”, nell’ambito della sesta edizione del Forum in Masseria, svoltasi alle Terme di Saturnia.

Il confronto, moderato da Bruno Vespa, ha visto la partecipazione della ministra del lavoro e delle politiche sociali Marina Calderone, della presidente A.s.c. Maria Cecilia Morandini e della presidente di Federturismo Marina Lalli.

Formazione continua, il gap delle microimprese

Patrizi ha acceso i riflettori sul ritardo italiano nell’utilizzo della formazione continua: solo il 20% delle microimprese vi ha fatto ricorso nell’ultimo periodo, contro una media europea del 41%.

“È un divario che va colmato con urgenza, soprattutto alla luce del cambiamento tecnologico in atto”, ha sottolineato.

Secondo i dati Ocse citati nel dibattito, oltre il 40% delle imprese italiane segnala difficoltà nel reperire profili adeguati, con una forte correlazione tra carenza di competenze digitali e posizioni vacanti. Una dinamica che rallenta l’innovazione e rischia di spingere fuori dal mercato del lavoro soprattutto i più giovani.

Tra le criticità evidenziate, i limiti dei fondi interprofessionali: attualmente consentono di formare solo i dipendenti e non i datori di lavoro. “In una microimpresa questa distinzione è artificiale: il titolare lavora accanto ai dipendenti. Escluderlo dalla formazione significa indebolire l’intero processo di crescita aziendale”, ha osservato Patrizi, proponendo inoltre di estendere i fondi alla formazione delle persone che l’impresa intende assumere.

Dai profili alle competenze

Altro punto centrale: la contrattazione collettiva. Negli ultimi dieci anni la produttività del lavoro in Italia è cresciuta di circa il 7%, contro il 15% della media Ue.

“L’innovazione ha stravolto l’organizzazione dell’impresa. Dobbiamo passare dal concetto di mansione a quello di competenza. I contratti non possono più fotografare una realtà degli anni Settanta”, ha detto il presidente di Federterziario, richiamando la necessità di adeguare i modelli contrattuali all’impatto dell’intelligenza artificiale e delle nuove professionalità digitali.

Per Patrizi, salari e produttività sono legati a doppio filo: senza un investimento sistemico sulle competenze non è possibile sostenere aumenti retributivi stabili.

Istruzione e demografia, la questione strutturale

Il ragionamento si è poi allargato all’intera filiera dell’istruzione. Il tasso di abbandono scolastico in Italia si attesta intorno al 13,1% nel 2024, superiore alla media Ue del 10,2%, in un contesto aggravato dalla demografia negativa.

“Perdiamo giovani lungo tutto il percorso formativo. Se non interveniamo in modo organico dalla scuola al lavoro, aumenteremo il bacino degli inattivi e perderemo forza lavoro qualificata”, ha avvertito Patrizi.

La presenza di Federterziario al Forum in Masseria ribadisce la linea dell’associazione: formazione, innovazione e riforma dei modelli contrattuali come leva per rafforzare la competitività delle micro, piccole e medie imprese, ossatura produttiva del Paese.