Feroce e spietato: chi è Igor il russo

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Roma, 15 dic. (AdnKronos) – Un ex militare, addestrato per uccidere e in grado di sopravvivere in condizioni estreme. Una specie di Rambo armato di arco e frecce, abile nel nascondersi tanto da diventare un fantasma. Specialista nell’usare identità false e nel cambiare aspetto. Feroce, determinato, pericolosissimo. Così è stato descritto dalle cronache Norbert Feher alias Igor Vaclavic, detto Igor il Russo, il killer di Budrio catturato nella notte in Spagna, dopo mesi di latitanza, al termine di una sparatoria in cui sono morte tre persone, tra cui due agenti della Guardia Civil.

Di Igor, 41 anni, si sa poco o nulla. Uomo dai tanti alias, nel corso degli anni ha utilizzato nomi falsi e identità fittizie per nascondersi e sfuggire alla giustizia. Si riteneva che fosse un russo, un ex militare dell’Armata Rossa, ma in un secondo momento è emerso invece che è di origine serba ed è ricercato nel suo paese per rapina con violenza sessuale.

Su un profilo Facebook con il nome di Ezechiele Norberto Feher, che si ritiene sia riconducibile a lui, ci sono foto dell’uomo in diverse mise e link ad armi da fuoco e macchine da corsa. Gli investigatori lo descrivono come un uomo feroce, spietato e pronto a tutto. Determinato e addestrato nelle tecniche di sopravvivenza estrema.

La caccia a Igor il fantasma in Italia ha tenuto impegnati per giorni e giorni dallo scorso aprile polizia, carabinieri, agenti speciali e cecchini. Le ricerche sono andate avanti senza sosta tra paludi e casolari abbandonati nelle campagne del Bolognese e del Ferrarese. Ma del killer non è stata trovata nessuna traccia. Sembrava essere sparito nel nulla.

Igor è accusato degli omicidi di Davide Fabbri, il barista di Budrio (Bologna), ucciso lo scorso 1 aprile durante un tentativo di rapina, e di Valerio Verri, la guardia ecologica volontaria freddata nelle campagne del Mezzano (Ferrara) sette giorni dopo, durante la sua attività di anti-bracconaggio. E’ sospettato anche dell’omicidio del metronotte Salvatore Chianese, ucciso il 30 dicembre 2015, davanti a una cava tra Fosso Ghiaia e Savio, nel ravennate.

Prima di essere accusato dei due omicidi, Igor era ricercato per alcune rapine violente commesse nel Ferrarese nell’estate del 2015. Su di lui pendeva anche un mandato di arresto europeo. Nel 2007 era stato invece arrestato per rapine ad agricoltori, minacciati con arco e frecce, nelle campagne tra Rovigo e Ferrara, ed era uscito dal carcere nel 2015. Di lui si sa anche che faceva parte della banda dei rapitori di Pier Luigi Tartari, il pensionato sequestrato e ucciso nel settembre 2015. Ora la fuga di Igor, braccato in Spagna e identificato grazie alle impronte digitali, è finalmente finita.