Ferragosto, monito del vescovo di Acerra: Disagio sociale, troppi soffrono

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Un dialogo tra Paese ‘ufficiale’ e quello ‘reale’ che ‘vive in una difficoltà sempre maggiore’, insofferente ad un ‘ottimismo dominante’. Una riconciliazione tra due mondi ‘ancora troppo distanti’. Così il vescovo di Acerra (Napoli), Antonio Di Donna, ha esordito oggi all’alba nell’omelia che ad Ercolano (Napoli) conclude la tradizionale novena della Madonna Assunta, patrona della città. Alla celebrazione eucaristica in piazza Pugliano, antistante la Basilica di Santa Maria a Pugliano, hanno partecipato seduti in prima fila il sindaco Ciro Buonajuto e amministratori comunali oltre a numerosi fedeli. Di Donna ha più volte fatto riferimento alla situazione attuale del Paese chiedendo ‘misericordia’ e ‘verità’ in primo luogo per le famiglie che soffrono per la mancanza di lavoro per i figli. ”Nove su dieci delle nuove generazioni sono più povere dei loro genitori” ha detto Di Donna ”significa che i nostri figli, speriamo non anche i nostri nipoti, sono più poveri dei loro padri. E questa certamente è una sconfitta per una intera generazione come la nostra. E noi oggi vogliamo chiedere di riconciliarci con loro, i più giovani”. Ma il riferimento è anche al disagio di una società che fa fatica a tirare avanti ogni giorno. ”Alla Madonna vogliamo chiedere misericordia e verità di riconciliarci tra cittadini e istituzioni tutte: quelle del governo, locali, regionali” ha scandito dall’altare. ”C’è bisogno di misericordia nella verità perché dobbiamo riconoscere che c’è una distanza ancora troppo grande tra paese ufficiale e paese reale: sono ancora lontani. La condizione degli italiani è peggiorata”. ”Il disagio sociale” ha proseguito Di Donna ”è aumentato e per molti la situazione sta diventando sempre più insopportabile di fronte ad un certo ottimismo dominante, un ottimismo anche governativo, di fronte ad una politica autoreferenziale, ad un mondo ufficiale che tiene chiuse le sue porte e le sue finestre per evitare di vedere l’altro mondo, quello che occupa la parte bassa della sfera sociale e che vive in una difficoltà sempre maggiore. Un ottimismo di facciata che evita di affrontare i problemi reali. Vogliamo chiedere misericordia nella verità, che si riconcilino i due paesi quello ufficiale e reale, che si parlino, che ci sia un confronto, un dialogo perché non capiti che ognuno vada per conto suo senza confrontarsi”.

 L’evento religioso che si lega strettamente a quello civile (qui il 14 agosto 1699 la popolazione si riscattò dal dominio baronale dei feudatari) offre lo spunto per una riflessione su legalità e sviluppo del territorio. Come ci si riscattò allora dalle baronie, negli ultimi anni la città si è riscattata dal giogo oppressivo delle estorsioni dei clan di camorra. Ma ciò non basta. ”A Ercolano c’è stato un respiro, una liberazione grazie al contributo delle associazioni antiracket, della chiesa, grazie anche ad una saggia amministrazione comunale di allora, che ha favorito tutto questo” ha detto Di Donna. ”Ma adesso deve arrivare lo sviluppo vero per la nostra città altrimenti il vuoto lasciato dai clan decapitati sarà presto ricoperto”. Infine un appello alle istituzioni per la sorte del capitano Giulio Oliviero, di Ercolano, ancora disperso in mare dal 19 aprile ”perché ci possano essere dei fondi per riprendere il peschereccio affondato. E se il suo corpo è lì, che la famiglia possa avere un corpo su cui piangere”. Ad Ercolano domani, in occasione del Giubileo della Misericordia indetto dal Papa, i Carri della Madonna e del Cristo Risorto sfileranno per le strade della città così come avvenuto per l’ultima volta nell’anno giubilare del 2000.