Fertilità, Italia paese per vecchi? Incontro alla Clinica Mediterranea

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Nel 2050 circa il 22% della popolazione avrà un’età superiore a 60 anni con conseguenze sulla sostenibilità dell’intero sistema. L’Italia è tra i paesi dove l’età media delle donne al primo parto supera i 30 anni. Rispetto al 2012, le madri over 40 sono raddoppiate (dal 3,1% nel 2012 al 6,2% del 2015) e particolarmente elevato è stato l’aumento delle quote di donne che avevano più di 40 anni quando è nato il loro primo figlio (passate dal 1,5% al 4%). Al contrario, le madri fino a 24 anni sono diminuite dal 13 all’11,4%. Due dati, denatalità ed età media delle madri, tra loro strettamente congiunti, perché proprio l’età è il fattore prevalente nel determinare la fertilità femminile. Se dunque le italiane e gli italiani non cominceranno a prendersi cura della propria fertilità, l’Italia sarà destinata a diventare un Paese sempre più composto da anziani. Pochi figli vuol dire poco futuro e l’Italia, con 1,39 figli per donna nel 2013, ha il record negativo nell’UE. Fertilità, fumo e stili di vita non sono gli unici responsabili. Ad influire c’è anche la carenza di servizi.


Questi temi saranno affrontati mercoledì 11 maggio alle ore 17 alla Clinica Mediterranea di Napoli, nel corso dell’incontro 
“Il Mito della fertilità: denatalità e sviluppo della società in Italia”. Il Fertility Day caratterizzerà il nono appuntamento di ‘Mondo Donna’, la rassegna ideata e promossa dall’Amministratore Delegato Celeste Condorelli e dedicata ai “falsi miti” legati ai grandi temi dell’universo femminile e della salute della famiglia in generale.

Si discuterà, dunque, sulle grandi questioni da risolvere per tornare a far riempire le culle. Professionisti si confronteranno per capire le dinamiche della popolazione: denatalità e sviluppo della società. 

La fertilità è un dono prezioso che ha un valore molto importante per la coppia, ma anche un ruolo fondamentale per la società” spiega Celeste Condorelli. “Falsi miti, errate informazioni e assenza di prevenzione possono influire sulla capacità della coppia di procreare figli. Un tempo, ed esempio, la visita di leva per il servizio militare era in grado di diagnosticare problemi che, se non risolti in tempo, avrebbero potuto compromettere la fertilità maschile. Conoscere e difendere la nostra fertilità è quindi molto importante. Oltre a questa giornata informativa, nell’ambito delle attività stimolate dal Piano Nazionale della Fertilità, abbiamo realizzato diverse iniziative tra cui: tre giornate di consulenza gratuita nel Centro Sterilità della Mediterranea, durante le quali si è offerto alle donne il dosaggio gratuito dell’Ormone Antimulleriano. Spero si inizi a fare più informazione su questo tema, per diffondere la consapevolezza e tornare a far riempire le culle.”

Interverranno: Rossella Aurilio, Psicologa II Università Napoli; Andrea Borini, Presidente Società Italiana Fertilità e Sterilità, Responsabile Centro di procreazione medicalmente assistita Clinica Mediterranea; Rosa Papa, Direttore Unità Operativa Complessa Tutela Salute Donna ASL Napoli 1 Centro; Maria Vicario, Coordinatrice infermieristica ed ostetrica U.O. Ostetricia&Ginecologia Clinica Mediterranea e Presidente Federazione Nazionale Collegi Ostetriche; Modera Vittoria Fiorelli, Professore Ordinario Università degli Studi Suor Orsola Benincasa di Napoli. 
Non va trascurato poi l’impatto sociale del tema – conclude Vittoria Fiorelli spesso sono proprio le donne a non volere figli. La maggior parte del lavoro familiare è ancora oggi svolto dalle mamme, la mancanza di politiche organizzative del lavoro flessibili, l’assenza di servizi per l’infanzia spingono al rinvio che poi spesso si trasforma in rinuncia. Certo, le difficoltà economiche e l’assenza di servizi sociali influiscono sulla decisione, ma sempre più frequenti sono le donne che fanno liberamente tale scelta. In America, ad esempio, questa tendenza si è trasformata da tempo in movimento. Childfree riunisce una serie di donne che per diverse motivazioni hanno deciso di non volere figli”.