Fiba Campania: Spiagge, le linee guida dell’Inail? Inapplicabili qui. La Regione decida in autonomia

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La Campania valuti in autonomia le misure di contenimento del Covid-19 da attuare sulle spiagge. Perché mettere in pratica le linee guida dell’Inail lungo una costa significherebbe non far riaprire centinaia di attività balneari. È questa la richiesta, anticipata dall’Agi ieri e inoltrata, oggi, dalla Federazione italiana imprese balneari di Confesercenti regionale al presidente Vincenzo De Luca e agli assessori alle Attività Produttive, Antonio Marchiello, e al Turismo, Corrado Matera. Per la Fiba, le “linee guida pubblicate dall’Inail per un ipotetico distanziamento sociale”, si legge nella missiva, sono ritenute “non in linea con le prerogative territoriali di molti tratti costieri della Campania e decreterebbero l’impossibilità alla apertura stagionale di centinaia di attività balneari esistenti”. Perciò, viene chiesto alla Regione Campania di “attivarsi immediatamente, nel rispetto della propria autonomia decisionale, per consentire lungo tutta la costa campana misure di contenimento e di sicurezza sostenibili ed in linea con la possibilità di una vera ripartenza del settore in relazione alla naturale morfologia territoriale”.Le distanze previste dall’Inail sono “improponibili”, sottolinea all’Agi il firmatario della lettera, il presidente di Fiba Campania, Raffaele Esposito, spiegando che attuarle “significherebbe costringere alla chiusura decine di imprese”. Dal canto loro, la federazione propone “una distanza ulteriore di un metro rispetto a quella minima stabilita dai regolamenti comunali e dalle ordinanze di sicurezza, una misura che stiamo vagliando insieme all’Anci Campania, frutto di buonsenso perché le misure per il distanziamento sociale proposte fin qui sono molto restrittive per la categoria”. “Abbiamo capito tutti – aggiunge Esposito – che siamo di fronte ad una emergenza sanitaria da contrastare in maniera efficace e gli imprenditori vogliono fare la loro parte. Ma, bisogna ripartire e farlo con senso di responsabilità e con le idee chiare, dando possibilità a tutti di poter offrire i loro servizi perché, quest’anno, fare impresa è un messaggio verso l’esterno per far capire che gli imprenditori non mollano, si sono rimboccati le maniche con pochissime risorse di sostegno nazionali e vogliono continuare a dare lavoro e contributi ai territori per cercare di compensare le spese da affrontare e favorire la rete dei collaboratori”..