Fibra ottica per la salvaguardia delle grandi opere, la tecnologia targata Optosensing

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di Paola Ciaramella

Un sistema brevettato in grado di trasformare una fibra ottica tradizionale per comunicazioni in un sensore, che misura su tutta la sua lunghezza le deformazioni della temperatura. Lo ha sviluppato Optosensing, spin-off accademico nato nel 2013, dalla collaborazione tra alcuni professori della Seconda Università di Napoli – oggi Università della Campania “Luigi Vanvitelli” – e la partenopea Hpsystem.it Company, che produce strumentazione per monitoraggio sismico. Dietro Optosensing, che ha la sede legale a Napoli e lo stabilimento di produzione a Contrada, in provincia di Avellino, c’è un team di cinque soci: il presidente e Ceo Maurizio Mirabile, già direttore tecnico di Hpsystem.it, tre docenti della “Vanvitelli” – il Cto Aldo Minardo, professore associato nel dipartimento di Ingegneria Informatica, Luciano Picarelli, membro del consiglio di amministrazione e docente di Geotecnica, e Luigi Zeni, direttore scientifico e professore di Elettronica – e Hpsystem.it come azienda. L’attività dello spin-off è partita cinque anni fa con Osd-1, sistema di misura a fibra ottica per deformazioni e temperatura, “che permette di effettuare un monitoraggio per la salvaguardia delle grandi opere, come ponti, viadotti e gallerie, attuando una diagnosi in tempo reale prima che insorga un problema e che diventi più difficile e oneroso sanarlo – spiega Maurizio Mirabile a IlDenaro.it –. Applicando la fibra per tutta la lunghezza di un ponte, siamo in grado di vedere se ci sono delle anomalie dal punto di vista strutturale, individuando il punto esatto, per intervenire prima che il ponte crolli. Ciò significa salvaguardare l’incolumità delle persone e avere una gestione economica più sana dell’opera”. La tecnologia Osd-1 è stata già applicata alla rupe di Civita di Bagnoregio; “adesso stiamo monitorando le cave di Carrara in tutto il comprensorio delle Alpi Apuane e stiamo proponendo il nostro sistema nel settore dei beni artistici”. Da un anno l’azienda ha sviluppato anche i dispositivi Foss (Fiber optics security system) dedicati al settore della sicurezza, che permettono di identificare ogni tentativo di effrazione attraverso rilevazione a fibra ottica. “Si tratta di una tecnologia più leggera e low cost che consente di utilizzare la fibra per protezioni perimetrali, per difendere, ad esempio, caserme e ville, verificando se in una determinata area si verifica un’intrusione – chiarisce il Ceo di Optosensing –. Quando la fibra viene toccata, infatti, si deforma immediatamente”. I sistemi Foss sono impiegabili, inoltre, per proteggere i campi fotovoltaici dal tentativo di furto dei pannelli solari e per contrastare i furti di rame, un fenomeno molto diffuso che interessa sia i colossi dei trasporti e della distribuzione di energia elettrica, sia gli insediamenti industriali e privati. E, ancora, “possono essere usati come piombatura elettronica, al posto dei piombi tradizionali, con i quali si verificano facilmente effrazioni. Con la fibra ottica, invece, in presenza di una violazione questa viene memorizzata e segnalata immediatamente – conclude Mirabile –. Stiamo lavorando per evitare i furti di carburante, con la piombatura di container e autobotti che trasportano prodotti petroliferi, per poter avere una tracciabilità completa di tutte le violazioni che vengono fatte”.