Fibrillazione, a Torino intervento rivoluzionario: combinate due tecniche per abbattere il rischio ictus 

104

E’ stato eseguito all’ospedale Mauriziano di Torino, per la prima volta al mondo, un intervento rivoluzionario per il trattamento della fibrillazione atriale. Un paziente torinese di 56 anni e’ stato sottoposto ad ablazione della fibrillazione atriale eseguita sia dall’interno sia dall’esterno del cuore (endo-epicardica) associata a legatura non chirurgica dell’auricola sinistra. A differenza di tutti i sistemi utilizzati in precedenza, questa metodica non prevede l’inserimento di alcun dispositivo permanente nelle camere cardiache. Il decorso dell’intervento e’ stato regolare e il paziente e’ stato dimesso dopo soli due giorni asintomatico, senza complicazioni. La fibrillazione atriale affligge milioni di italiani. Solo a Torino e provincia insorgono circa mille nuovi casi. I sintomi sono batticuore, difficolta’ di respiro, facile affaticamento. La patologia puo’ sfociare in un’insufficienza cardiaca ed e’ correlata a un rischio aumentato di ictus cerebrale, di cui e’ causa nel 20% dei casi. Inoltre, l’aritmia puo’ essere responsabile di decadimento cognitivo di grado variabile fino alla demenza.
La pandemia da Covid 19, spiegano gli esperti, ha ulteriormente aumentato l’incidenza della aritmia nella popolazione. L’ablazione transcatetere e’ la metodica classica e tradizionale nel trattamento della fibrillazione atriale, essendo indicata nei pazienti che non rispondono alla terapia farmacologica. Tuttavia anche l’ablazione puo’ risultare inefficace specie in quei pazienti che presentano forme avanzate di lunga durata o cuori strutturalmente alterati. Il rischio di ictus cerebrale associato alla fibrillazione atriale viene abbattuto mediante la terapia anticoagulante, che tuttavia in taluni casi non puo’ essere assunta per un concomitante elevato rischio emorragico. In queste circostanze viene eseguita una occlusione della auricola sinistra che e’ la cavita’ dell’atrio dove si formano i trombi. Il paziente operato al Mauriziano, affetto da fibrillazione atriale refrattaria a terapia ablativa convenzionale, presentava inoltre un rischio elevato tromboembolico, ma non poteva assumere farmaci anticoagulanti ne’ antiaggreganti a lungo termine per elevato concomitante rischio di sanguinamenti. E’ stata eseguita un’ablazione della fibrillazione atriale sia tradizionale che attraverso la superficie esterna, epicardica, del cuore, mediante un approccio mini-invasivo non chirurgico associato a una legatura esterna epicardica, ma non chirurgica della auricola sinistra. La procedura e’ stata effettuata in corso di sedazione superficiale. La combinazione delle due tecniche ha consentito di ripristinare un regolare ritmo cardiaco e abbattere sensibilmente il rischio di ictus cerebrale senza la necessita’ di sottoporre il paziente a terapia anticoagulante o antiaggregante a lungo termine, evitando in questo modo episodi di sanguinamento. L’ablazione eseguita sulla superficie esterna del cuore, definita epicardica, consente di accedere ad aree aritmogene che non possono essere raggiunte mediante l’approccio tradizionale dall’interno del cuore a causa dello spessore della parete cardiaca, migliorando di molto i risultati della procedura ablativa. La legatura epicardica della auricola sinistra, mai effettuata prima, consente di abbattere il rischio di ictus embolico legato alla fibrillazione atriale senza necessita’ di mantenere il paziente non solo in terapia anticoagulante, ma se richiesto anche in terapia antiaggregante.