Figlia Riina su bonus bebè: “Vi dico io come sono andate le cose”

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Roma, 20 giugno (AdnKronos) – “Amiche ed Amici carissimi, vi ringrazio infinitamente per il vostro sostegno, ringrazio anche coloro che hanno idee diverse e le manifestano con garbo, gli altri si commentano da soli, poverini. Dovrebbero combattere contro se stessi”. Inizia così il lungo post su Facebook di Lucia Riina, la figlia più piccola del boss Totò Riina, da qualche giorno al centro dell’attenzione mediatica per aver incassato un secco ‘no’ dal Comune di Corleone alla richiesta del bonus bebè. Uno sfogo amaro in cui l’ultimogenita del capo dei capi lamenta le recenti intrusioni nella sua vita privata scagliandosi contro le istituzioni e i media italiani.

“Dal momento che la mia vita privata, oramai grazie alle istituzioni di questo paese ed alla stampa Italiana è diventata di dominio pubblico, per chi sa quali interessi, che con la mia piccola mente non capisco”, scrive Lucia Riina, “quindi la mia vita non mi appartiene più!!! me l’hanno presa!!! rubata!!! vogliono quella di mio marito, e non basta!!! vogliono pure quella di mia figlia, innocente e voluta da Dio. Allora con mio marito abbiamo deciso che tanto vale che ve la offriamo noi, così gratis, perché io sono la figlia di Riina, non ho diritto a nulla, devo stare zitta , mi devo fare calpestare. Chi pensa questo è un folle!!!”.

“Naturalmente ve la offriremo sui nostri social e mai più con la stampa italiana”, prosegue, “Quindi perdete solo tempo a chiedere interviste, scrivete quello che vi pare di voi non ci frega nulla, perché siete il nulla”. La figlia di Riina, infine, promette che a breve renderà pubblica la sua versione dei fatti relativa alla richiesta del bonus bebè. “Pubblicheremo un post dove racconteremo per filo e per segno, come sono andate le cose riguardo la richiesta del Bonus come lo chiamano loro, al Comune di Corleone, sciolto per MAFIA, ed adesso retto da tre Commissarie, quindi Donne come me”, scrive, “VI PREGO DI LEGGERLO, vi racconteremo i fatti come sono. e sfidiamo chiunque a smentirli.”