L’ottava si riapre in territorio negativo per le piazze asiatiche

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Il Ftse Mib segna +0,04%, il Ftse Italia All-Share +0,07%, il Ftse Italia Mid Cap +0,29%, il Ftse Italia Star +0,54%.

Mercati azionari europei incerti: DAX +0,2%, CAC 40 -0,1%, FTSE 100 -0,4%, IBEX 35 +0,2%.

Future sugli indici americani in calo dello 0,2-0,3 per cento. Le chiusure della seduta precedente a Wall Street: S&P 500 +0,06%, Nasdaq Composite +0,22%, Dow Jones Industrial -0,08%.

Debole Tokyo con il Nikkei 225 che chiude a -0,69%.

Stabili le borse cinesi: a Shanghai l’indice CSI 300 termina a +0,26%, a Hong Kong l’Hang Seng a -0,24%. Euro poco mosso contro dollaro in attesa delle nuove misure espansionistiche che la BCE annuncerà giovedì prossimo. EUR/USD al momento oscilla in area 1,0585, poco sopra il minimo a 1,0569 toccato venerdì scorso.

Debole l’obbligazionario eurozona. Il Bund future segna -0,09% a 158,30 punti. Il BTP future scende dello 0,08% a 141,09 punti.

Borse asiatiche

L’ottava si riapre in territorio negativo per tutte le piazze dell’Asia, con l’esclusione di quelle cinesi, dopo una seduta sostanzialmente piatta per Wall Street venerdì scorso (nella giornata successiva al Thanksgiving Day). Ma se Shanghai e Shenzhen dopo una partenza in positivo hanno ricominciato a perdere, a Hong Kong a circa un’ora dal termine degli scambi l’Hang Seng guadagna ancora circa lo 0,50% (non molto peggio fa l’Hang Seng China Enterprises Index, sotto indice di riferimento per la Corporate China sulla piazza dell’ex colonia britannica, in progresso dello 0,40%). Per i mercati cinesi, la volatilità continua a essere legata alle indagini che colpiscono alcuni dei maggiori broker del Paese. Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 , dopo avere perso il 5,48% e il 5,38% rispettivamente nella seduta di venerdì, sono in flessione di circa un punto percentuale.

Performance simile anche per lo Shenzhen Composite, che aveva lasciato sul terreno il 6,09% nell’ultima giornata della precedente ottava. Shanghai ha di fatto azzerato tutti i guadagni registrati in novembre, che avevano portato il listino in bull market, e si avvia a chiudere il mese con un guadagno limitato a circa l’1% dopo il 10,8% di progresso registrato in ottobre. Le tensioni sui mercati cinesi sono anche legate all’imminente decisione del Fondo monetario internazionale di inserire lo yuan nel paniere delle riserve valutarie che a oggi include solo dollaro Usa, euro, sterlina e yen. Settimana scorsa erano emersi timori sul fatto che l’inserimento potesse avvenire con ponderazione più bassa del previsto per la valuta cinese. Il risultato è stato di estrema volatilità per la divisa, rimbalzata dopo avere toccato i minimi di tre mesi sul dollaro. Per gli analisti la mossa del Fmi non dovrebbe avere impatto nel breve periodo, ma alcuni osservatori sono convinti che Pechino possa deprezzare lo yuan e sentire meno pressioni nel condurre in porto le riforme promesse.

Il generalizzato declino delle piazze dell’Asia si è concretizzato in una perdita di quasi il 3% in novembre per l’indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso. Mentre a Tokyo, il Nikkei 225 pur chiudendo la seduta in declino dello 0,69% è riuscito a sfiorare un progresso di oltre il 3% per l’intero mese, ma la soglia psicologica di 20.000 punti rimane per ora invalicabile. Sul fronte macro, ottobre è stato il secondo mese consecutivo di crescita per la produzione industriale del Sol Levante. Il dato segna infatti un incremento dell’1,4% su base mensile rettificata, dopo il progresso dell’1,1 registrato in settembre ma sotto alla crescita dell’1,8% del consensus. Su base annuale, il dato segna comunque un declino dell’1,4% contro la flessione dello 0,8% di settembre e quella dello 0,9% attesa dagli economisti. Segnali positivi, invece, arrivano dalle vendite retail, tornate a crescere in ottobre. Il dato segna infatti un progresso dell’1,8% su base annuale dopo il declino dello 0,2% registrato in settembre (in agosto erano aumentate dello 0,8%) e a fronte di un incremento dello 0,9% atteso dagli economisti. Su base mensile il dato segna un progresso dell’1,1% dopo la crescita dello 0,7% di settembre e contro lo 0,3% di aumento del consensus. Dati deludenti, invece, per quanto riguarda il settore immobiliare.

A Sydney, l’S&P/ASX perde lo 0,69% mentre il peggiore indice della regione, con un declino dell’1,82% è il Kospi di Seoul.

Borsa Usa

A New York, nella giornata del “Black Friday”, i principali indici hanno chiuso poco mossi. Il Dow Jones ha perso lo 0,08% mentre l’S&P 500 e il Nasdaq Composite hanno guadagnato rispettivamente lo 0,06% e lo 0,22%.

La seduta è stata caratterizzata da volumi bassi (meno della metà rispetto alla media delle sette giornate precedenti) e dal ribasso del comparto energetico (penalizzato dal calo delle quotazioni del petrolio).

Inoltre sono arrivate indicazioni poco incoraggianti sulle vendite. Secondo la National Retail Federation le vendite nel giorno che tradizionalmente rappresenta l’inizio della stagione degli acquisti natalizi sono aumentate del 3,7%, un ritmo meno forte rispetto al +4,1% registrato l’anno precedente.

Nell’arco dell’intera settimana l’S&P 500 ha guadagnato lo 0,05%, il Nasdaq Composite lo 0,44% mentre il Dow Jones ha perso lo 0,14%.

Tra i singoli titoli KaloBios +30,79%. Il nuovo Ceo della società farmaceutica, Martin Shkreli, ha detto via tweet che non presterà più le azioni della società per lo short selling.

Walt Disney -2,99%. Il gigante dell’intrattenimento ha annunciato un calo degli abbonati nella rete sportiva ESPN.

NextEra Energy +0,52%. L’utility ha ceduto attività di generazione in Texas a Energy Future Holdings per 1,59 miliardi di dollari.

eFuture Information Technology +94,97%. Il miliardario Zhongchu Li ha acquistato il 50,51% del capitale della società cinese di supply chain management.

Europa

novembre in ribasso. Il Dax30 di Francoforte cede lo 0,2%, il Cac40 di Parigi lo 0,45%, il Ftse100 di Londra lo 0,4% e l’Ibex35 di Madrid lo 0,25%.

In Germania, l’Ufficio federale di statistica (Destatis) ha reso noto che nel mese di ottobre le Vendite al Dettaglio hanno fatto segnare una flessione dello 0,4% su base mensile. Le attese erano fissate su un incremento dello 0,4%. Su base annuale l’indice e’ cresciuto del 2,1% (consensus pari a +2,9%), dal +3,5% della rilevazione di settembre.

In Spagna a ottobre le vendite al dettaglio sono aumentante del 5,8% rispetto allo stesso periodo del 2014, ben oltre il consensus fissato al +4,5%. Nel mese di settembre le vendite al dettaglio erano risultate in crescita del 4,3% a/a.

Italia

Borsa italiana in parità: Ftse Mib +0,04%. Acquisti su Salvatore Ferragamo (+2,5% a 21,93 euro): gli analisti di Exane Bnp Paribas hanno alzato il target price del titolo a 27 euro da 24 e migliorato il giudizio da NEUTRAL a OUTPERFORM.

Positiva FCA (+1%). Gianluca Italia, responsabile del gruppo per il nostro Paese, a margine di un evento ha dichiarato che a novembre l’obiettivo è realizzare in Italia una crescita delle vendite in linea con quella dei primi 10 mesi del 2015 (+12,9%), con un incremento della quota di mercato anno su anno. Italia ha ribadito la stima di vendite per l’intero anno a 1,55 milioni di veicoli da 1,36 milioni nel 2014 (+13,97%). I dati ufficiali sulle vendite di autovetture in Italia a novembre saranno resi noti domani pomeriggio dopo la chiusura del mercato.

Deboli i petroliferi in scia al greggio, sui minimi da lunedì scorso. Attualmente il future sul Brent segna 44,50 $/barile, il WTI 41,50 $/barile. Sotto la parità Saipem -0,7%, Eni -0,7%, Tenaris -0,4%. Lieve calo per UniCredit (-0,4%). L’a.d. Federico Ghizzoni ha dichiarato al Corriere della Sera che nei prossimi tre anni il gruppo conta di erogare 170-180 miliardi di euro di nuovi crediti, di cui 100 in Italia (60 alle imprese e 40 ai privati). Ghizzoni prevede una crescita del margine d’interesse grazie alla presenza nell’Est Europa.  

I dati macro attesi oggi
Lunedì 30 novembre 2015

00:50 GIA Vendite al dettaglio ott;

00:50 GIA Produzione industriale (prelim) ott;

02:00 GIA Intervento Kuroda (BoJ);

06:00 GIA Nuovi cantieri residenziali ott;

08:00 GER Vendite al dettaglio ott;

09:00 SPA Vendite al dettaglio ott;

10:30 GB Indice credito al consumo ott;

11:00 ITA Inflazione (prelim) nov;

12:00 ITA Indice prezzi alla produzione ott;14:00 GER Inflazione (prelim) nov;

15:45 USA Indice PMI Chicago nov;

16:00 USA Indice Pending Home Sales (mercato immobiliare) ott.