Fincantieri, fondi Safe a rischio. La Uilm: Lss3 decisiva per il rilancio di Castellammare, 1.500 posti in bilico

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Circa 1.500 posti di lavoro tra occupazione diretta e indotto potrebbero essere messi a rischio a Castellammare di Stabia se le incertezze sulle risorse del fondo europeo Safe dovessero ripercuotersi sulla realizzazione della terza unità del programma Lss3 classe Vulcano. L’allarme arriva dai sindacati, che temono conseguenze non solo sul piano occupazionale ma anche sugli investimenti già programmati da Fincantieri per il cantiere stabiese.

A esprimere preoccupazione è in particolare la Uilm, secondo cui la questione riguarda direttamente i lavoratori dei siti coinvolti nel programma navale. «Permane la preoccupazione che le criticità legate alle risorse Safe possano incidere sulla realizzazione della terza unità del programma Lss3 classe Vulcano. Fincantieri ha già effettuato investimenti e pianificato il proprio piano industriale anche sulla base degli impegni pubblici previsti nei documenti di finanza pubblica», affermano Antonio Apa, coordinatore Uilm Liguria, e Guglielmo Gambardella, segretario nazionale Uilm.

Il programma prevede la costruzione di tre unità navali per la Marina militare e la terza nave dovrebbe essere realizzata proprio nello stabilimento di Castellammare. Per il sindacato, la conferma della commessa rappresenta un passaggio cruciale per il futuro del cantiere e per l’economia del territorio.

«Dopo la concentrazione nei cantieri liguri di importanti programmi del gruppo, dalle Fremm ai Ppa e Ppx, la conferma della costruzione della Lss3 a Castellammare rappresenta un elemento decisivo per il rilancio del cantiere e per l’occupazione diretta e indiretta in Campania», sottolineano Apa e Gambardella.

Secondo la Uilm, il caso dimostra inoltre come gli investimenti nella difesa possano generare effetti positivi sull’economia nazionale. «Quando la spesa per la difesa coinvolge l’industria nazionale, non esiste contrapposizione tra difesa, sostegno alle famiglie e sviluppo economico», concludono i due dirigenti sindacali.